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giovedì, Maggio 30, 2024

‘In Venezuela crimini contro l’umanità’: Amnesty, intervenga giustizia internazionale

ROMA. 15 MAGGIO – Un nuovo rapporto di  Amnesty International su quanto sta accadendo in Venezuela, intitolato ”Fame di giustizia: crimini contro l’umanità in Venezuela”, racconta di esecuzioni extragiudiziali mirate, detenzioni arbitrarie,  morti e  ferimenti causati dall’uso eccessivo della forza da parte del governo Maduro nel contesto di una politica repressiva sistematica e diffusa a partire almeno dal 2017 che possono costituire veri e propri crimini contro l’umanità.

”Come sosteniamo da anni, in Venezuela è applicata una sistematica politica di repressione contro gli oppositori o persone ritenute tali solo perché prendono parte alle proteste: il governo Maduro deve renderne conto di fronte al sistema di giustizia internazionale”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. ”Chiediamo a tutti gli stati di mostrare il loro indiscutibile sostegno alle vittime e di assicurare che i crimini ai loro danni non restino impuniti. La comunità internazionale non può voltare le spalle alle vittime, tanto quelle rimaste in Venezuela quanto quelle che hanno lasciato il paese, di questa crisi senza precedenti”, ha aggiunto Guevara-Rosas.

Nel gennaio 2019 crimini di diritto internazionale e violazioni dei diritti umani sono stati commessi in modo costante in quasi ogni parte del paese, caratterizzati da un alto livello di coordinamento tra le forze di sicurezza locali e nazionali. Non si è trattato di azioni casuali o isolate, ma di attacchi pianificati diretti dalle forze di sicurezza contro persone identificate o percepite come oppositori, soprattutto nei quartieri poveri, con l’obiettivo di neutralizzarle o eliminarle. Le autorità ai più alti livelli, compreso Nicolás Maduro, sapevano di questi gravissimi attacchi, avvenuti in luoghi pubblici, ma non hanno preso alcun provvedimento per prevenirli né per accertarne i responsabili. Amnesty International ritiene che la copertura fornita a queste e alle successive azioni faccia parte della politica di repressione.

La natura degli attacchi di gennaio, dal punto di vista della gravità dell’accaduto, del numero delle vittime, dei tempi e dei luoghi, del livello di coordinamento tra le forze di sicurezza e delle similitudini con quanto accaduto nel 2014 e nel 2017 hanno portato Amnesty International a ritenere che le autorità venezuelane abbiano commesso crimini contro l’umanità e debbano risponderne di fronte a un organismo giudiziario indipendente e imparziale.

Pertanto, Amnesty International chiede che il Consiglio Onu dei diritti umani, nella sua prossima sessione di giugno-luglio 2019, istituisca una commissione d’inchiesta; che gli stati genuinamente preoccupati per la situazione in Venezuela attivino l’istituto della giurisdizione universale; che l’ufficio della Procuratrice del Tribunale penale internazionale, che aveva iniziato un esame preliminare della situazione all’inizio del 2018, prenda in considerazione anche gli eventi più recenti. ”Fino a quando non sarà avviato il percorso verso la verità, la giustizia e la riparazione, il Venezuela continuerà a essere impantanato nella crisi estremamente grave dei diritti umani e nella repressione che vanno ormai avanti da tempo. Quanto è accaduto all’inizio del 2019 e più recentemente alla fine di aprile ne è la prova”, ha sottolineato Guevara-Rosas.

 

Maria Novella Topi
Maria Novella Topihttps://onuitalia.com
Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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