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mercoledì, Luglio 24, 2024

Riforma CdS: UfC, 21 seggi non permanenti per superare stallo

NEW YORK, 4 APRILE – Nove nuovi seggi non permanenti di piu’ lungo mandato in aggiunta ai dieci gia’ esistenti, piu’ altri due seggi non permanenti biennali. Uguale: una rappresentatività piu’ adeguata a regioni e gruppi sotto-rappresentati: questa la matematica della proposta del Gruppo Uniting for Consensus riproposta oggi dall’Italia in apertura della sessione del negoziato intergovernativo sulla riforma del Consiglio di Sicurezza in corso, oggi e domani, al Palazzo di Vetro.

“Il Consiglio di Sicurezza potrà riflettere la realtà del mondo contemporaneo solo includendo un numero più ampio di paesi provenienti dalle regioni oggi ingiustamente sottorappresentate, a cominciare dall’Africa e dai Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo. Regioni che sono anche le più vulnerabili alle nuove minacce alla pace e alla stabilità, come il cambiamento climatico,” ha detto la Rappresentante Permanente italiana all’ONU Mariangela Zappia prendendo la parola a nome di UfC.

“Per questo motivo, il Gruppo Uniting for Consensus, coordinato dall’Italia, propone un ampliamento del Consiglio nella sola categoria dei membri eletti non permanenti, portandoli a 21. Al contrario, l’allargamento a pochi privilegiati membri permanenti, proposto da alcuni, ci allontanerebbe dagli obiettivi di fondo dell’intero esercizio di riforma: quello di avere un Consiglio più rappresentativo e più responsabile nei confronti di tutti gli Stati membri dell’ONU,” ha aggiunto la Zappia secondo cui l’aumento dei soli membri non permanenti renderebbe il Consiglio di Sicurezza più democratico tramite l’elezione periodica di tutti i nuovi membri da parte dell’Assemblea Generale, rafforzando il legame e la cooperazione tra i due principali organi delle Nazioni unite.

La riforma caldeggiata da UfC contribuirebbe anche a rendere il Consiglio più efficace. Secondo UfC il potere di veto resta infatti uno degli ostacoli principali per il processo decisionale in seno al Consiglio di Sicurezza: “La nostra proposta non creerebbe alcuna nuova posizione di privilegio collegata al veto. Anzi, aumentando il numero dei membri non permanenti faciliterebbe il superamento dello stallo dovuto alla minaccia o all’uso del veto da parte dei membri permanenti, che spesso impedisce al Consiglio di agire. Come sperimentato anche dall’Italia durante il suo mandato in Consiglio, proprio grazie al coordinamento tra i membri eletti si possono individuare soluzioni innovative a queste situazioni di blocco,” ha argomentato l’ambasciatrice italiana osservando che Il negoziato intergovernativo ha già influito positivamente sul miglioramento dei metodi e delle procedure di lavoro in Consiglio di Sicurezza oltre ad aver consentito di individuare aree di convergenza importanti verso formule che possano tener conto delle posizioni di tutti”. (@OnuItalia) 

Alessandra Baldini
Alessandra Baldinihttps://onuitalia.com
Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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