GINEVRA, 26 SETTEMBRE 2026 – Rendere il patrimonio culturale accessibile non significa soltanto abbattere le barriere architettoniche, ma anche quelle sensoriali, digitali e cognitive. E soprattutto riconoscere che le persone con disabilità non sono semplici spettatrici della cultura, ma contribuiscono a crearla e sono protagoniste della memoria collettiva.
Questo e’ il messaggio lanciato dall’Italia alle Nazioni Unite a Ginevra nel corso del side event “Patrimonio culturale e memoria collettiva: riconoscere le voci e i contributi delle persone con disabilità”, organizzato dalla Rappresentanza Permanente italiana in occasione del Consiglio dei Diritti Umani.
L’iniziativa è stata promossa dall’Italia insieme agli altri Paesi del Gruppo di Amici dei diritti culturali delle persone con disabilità – Iraq, Cipro, Messico, Montenegro, Algeria e Libano – e ha messo al centro, in particolare, i diritti delle persone con disabilità intellettive e psicosociali.
Nel suo intervento, l’ambasciatore Luigi Maria Vignali ha sottolineato come l’accessibilità non possa essere limitata alla rimozione degli ostacoli fisici. Per garantire una piena partecipazione alla vita culturale occorre intervenire anche sulle barriere sensoriali, digitali e cognitive.
L’Italia sta lavorando in questa direzione per rendere il proprio patrimonio culturale sempre più fruibile anche dalle persone con disabilità intellettive e psicosociali, attraverso strumenti Easy-to-Read, che rendono testi e informazioni più facilmente comprensibili, e attraverso percorsi sensoriali.
Un impegno che punta anche oltre i confini nazionali. Il Gruppo di Amici sta infatti lavorando con partner del mondo accademico alla definizione di linee guida internazionali sui diritti culturali delle persone con disabilità intellettive e psicosociali.
Dalla cultura allo sport – con un richiamo anche all’esperienza paralimpica italiana – il principio indicato dall’Italia resta quello di valorizzare capacità, esperienze e contributi delle persone con disabilità, superando stereotipi e barriere.
«Le persone con disabilità non sono semplici destinatarie passive né spettatrici del nostro patrimonio culturale: sono creatrici, innovatrici e protagoniste della nostra memoria condivisa», è stato sottolineato durante l’incontro.
Un concetto racchiuso anche nel motto “Nothing about us, without us”, “Nulla su di noi senza di noi”: perché una memoria che voglia essere davvero universale deve essere capace di riconoscere ogni mente, ogni voce e ogni storia. (@OnuItalia)
