NEW YORK, 21 SETTEMBRE 2026 – Accelerare l’ingresso dei Balcani occidentali nell’Unione Europea e, nel frattempo, avvicinarli concretamente al resto del continente attraverso investimenti, infrastrutture e nuovi collegamenti commerciali. È il messaggio portato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani a New York, dove il primo appuntamento a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU è stato dedicato proprio alla regione.
“A New York ho riunito i ministri degli Esteri dei Balcani insieme alla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola“, ha reso noto Tajani su X. “Ho ribadito l’impegno del governo italiano per la riunificazione dei Balcani” con l’Europa, “una scelta strategica per il futuro dell’Europa, perché significa rafforzare la nostra sicurezza, la nostra competitività e le prospettive di crescita dell’intero continente”.
L’incontro prosegue una delle direttrici su cui la diplomazia italiana ha maggiormente insistito nel corso del 2026: evitare che, nella nuova stagione dell’allargamento europeo, il percorso dei sei partner dei Balcani occidentali — Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia — venga messo in secondo piano. A maggio, alla ministeriale degli “Amici dei Balcani occidentali” di Bratislava, Tajani aveva definito l’adesione della regione “il più importante investimento strategico per l’Ue”, chiedendo di accelerare il processo.
La “bussola” richiamata dal ministro a New York è la Carta di Roma, adottata il 10 luglio a Villa Madama dal gruppo degli “Amici dei Balcani occidentali”, formato che riunisce Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia e che a Roma ha visto anche la partecipazione dell’Ungheria. Il documento, promosso dall’Italia, ribadisce che l’allargamento deve restare fondato sul merito e sulle riforme, ma chiede contemporaneamente un percorso più rapido, prevedibile e uguale per tutti, senza candidati o futuri membri “di serie A e di serie B”.
“La Carta di Roma, adottata lo scorso luglio, resta la nostra bussola. Vogliamo rendere il processo più rapido”, ha detto Tajani. Ma l’avvicinamento dei Balcani all’Europa, ha aggiunto, deve passare anche attraverso “la cooperazione economica e la connettività”.
È qui che entrano in gioco i due grandi progetti infrastrutturali citati dal titolare della Farnesina: Corridoio VIII e IMEC.
Il Corridoio VIII è l’asse strategico destinato a collegare Adriatico e Mar Nero, attraversando Albania, Macedonia del Nord e Bulgaria e raccordandosi con l’Italia attraverso i porti di Bari e Brindisi. Roma ne ha fatto una delle priorità della propria politica verso la regione: a febbraio Tajani aveva riunito a Tirana i ministri di Albania, Bulgaria, Macedonia del Nord e Romania proprio per rilanciare il progetto, definendolo una priorità politica ed economica per l’Italia e per l’Europa.
L’IMEC, l’India-Middle East-Europe Economic Corridor, guarda invece molto più lontano: è il progetto di collegamento economico e logistico tra India, Medio Oriente ed Europa. Nella strategia italiana, le due direttrici possono integrarsi, trasformando i Balcani in un ponte tra Mediterraneo, Europa centrale e grandi corridoi commerciali euro-asiatici e contribuendo allo stesso tempo a diversificare le catene di approvvigionamento europee.
“Occorre investire nelle infrastrutture strategiche, dal Corridoio VIII all’IMEC, per avvicinare i Balcani al resto d’Europa, favorire la convergenza economica e rafforzare il nostro Mercato Unico”, ha sottolineato Tajani.
La connettività è diventata negli ultimi mesi uno dei pilastri della strategia italiana nella regione. Roma detiene dal primo giugno la presidenza annuale della Strategia dell’Unione Europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR), che ha indicato tra le proprie priorità proprio le infrastrutture, le reti energetiche, lo sviluppo della blue economy e il sostegno all’integrazione europea dei Balcani occidentali.
Per Tajani, dunque, allargamento dell’Unione e integrazione economica devono procedere insieme. “Un’Europa più integrata, con Balcani sempre più vicini, è un’Europa più sicura, competitiva e forte”, ha concluso il ministro. (@OnuItalia)
