Siria: Cordone riferisce su una transizione a luci e ombre

NEW YORK, 22 GIUGNO 2026 – “La transizione politica della Siria si trova in una fase critica, in cui opportunità e fragilità coesistono”, ha detto, intervenendo in Consiglio di Sicurezza, il vice inviato speciale del segretario generale dell’Onu, Claudio Cordone.

Richiamando i recenti incontri a Damasco con ministri, sopravvissuti e familiari delle vittime delle atrocità del passato, nonché con rappresentanti della società civile e delle organizzazioni femminili, Cordone ha osservato che nelle ultime settimane si sono svolte votazioni in modo pacifico. Tuttavia, a più di otto mesi dalle elezioni, l’Assemblea del Popolo non è ancora stata costituita e attende la nomina presidenziale di un terzo dei suoi membri.

“La portata delle sfide che questo Parlamento di transizione si trova ad affrontare non può essere sottovalutata”, ha detto. “Nuove leggi devono essere discusse e adottate, l’azione dell’esecutivo deve essere esaminata, voci diverse devono essere ascoltate e occorre compiere progressi nel processo di transizione”.

Le condizioni economiche restano una sfida cruciale, ha detto l’alto funzionario italiano impegnato dal primo gennaio 2026 per conto dell’Onu in Siria. Cordone ha accolto con favore gli sforzi siriani per contenere l’inflazione, attrarre investimenti, rafforzare il settore privato e promuovere le riforme. Persistono però gravi problemi di sicurezza.

Rapimenti, sequestri di ritorsione e rivalità interne tra le fazioni druse continuano a interessare la provincia di Sweida, dove non si registrano progressi nell’attuazione della Roadmap 2025 per il rafforzamento della fiducia e la reintegrazione, elaborata dopo una serie di scontri mortali nel luglio 2025 che hanno alimentato una diffidenza ancora persistente tra Damasco e le comunità locali.

Nel frattempo, Israele continua a violare l’Accordo di disimpegno delle forze del 1974, con attività militari e incursioni quasi quotidiane in alcune aree del sud della Siria, inclusa l’installazione di posti di blocco temporanei, perquisizioni e detenzioni di civili, alcuni dei quali sono ancora in custodia, oltre a segnalazioni di restrizioni all’accesso dei civili siriani e danni ai terreni agricoli.

Pur rilevando la moderazione mostrata dalla Siria e i segnali di apertura verso un’intesa di sicurezza con Israele, Cordone ha affermato che l’Onu sta intensificando gli sforzi per assistere le popolazioni colpite dalle continue attività militari israeliane e ha ribadito con forza “l’appello a Israele affinché rispetti l’Accordo del 1974, rilasci le persone detenute illegalmente e rispetti la sovranità e l’integrità territoriale della Siria”. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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