UNIFIL: si aggrava il bilancio, morto un secondo casco blu francese

NEW YORK, 22 APRILE 2026 — Si aggrava il bilancio dell’attacco del 18 aprile nel sud del Libano contro la missione UNIFIL: è morto un secondo peacekeeper francese, mentre altri tre caschi blu restano feriti. A darne notizia è stato il presidente francese Emmanuel Macron.

Specialista cinofilo, il caporale Anicet Girardin, 31 anni, e’ morto in un ospedale di Parigi. Era stato gravemente ferito quando la sua unità di bonifica ordigni esplosivi, operante sotto il contingente francese di UNIFIL, era stata colpita da fuoco mentre bonificava una strada a Ghanduriyah per ristabilire l’accesso a postazioni isolate della missione.

Un terzo peacekeeper, anch’egli gravemente ferito, è stato tra i rimpatriati ieri a Parigi e resta sotto cure mediche. Un quarto militare, che aveva riportato ferite lievi, è stato dimesso dall’ospedale ed è rientrato alla sua base di Dayr Kifa.

Mentre familiari e amici del caporale Girardin ne piangono la scomparsa, UNIFIL ha avviato un’indagine per chiarire le circostanze dell’incidente, invitando al contempo il governo del Libano a concludere rapidamente la propria inchiesta per identificare e chiamare a rispondere i responsabili dei crimini commessi contro i peacekeeper.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha espresso “profondo cordoglio” per la perdita. Secondo le informazioni diffuse dall’Onu, i peacekeeper sono stati colpiti da fuoco proveniente da attori non statali — presumibilmente Hezbollah — mentre stavano indagando sulla possibile presenza di ordigni esplosivi improvvisati nell’area di operazioni della missione nel sud del Paese.

Guterres ha rivolto le sue condoglianze “alla famiglia, agli amici e ai colleghi del peacekeeper caduto, nonché al Governo e al popolo della Repubblica francese”, augurando al contempo una “pronta e piena guarigione” ai militari feriti.

L’episodio, ha sottolineato il Segretario Generale, si inserisce in una serie di incidenti avvenuti nelle ultime settimane che hanno provocato vittime e feriti tra i caschi blu impegnati in Libano. Da qui il nuovo appello “a tutte le parti” affinché rispettino gli obblighi previsti dal diritto internazionale, garantendo in ogni momento la sicurezza del personale Onu e l’inviolabilità delle strutture e dei mezzi delle Nazioni Unite.

“Gli attacchi contro i peacekeeper devono cessare”, ha ribadito Guterres, ricordando che si tratta di “gravi violazioni del diritto internazionale umanitario” e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e che potrebbero configurare veri e propri crimini di guerra.

Il Segretario generale ha quindi chiesto che tutti gli attacchi siano “rapidamente investigati” e che i responsabili siano perseguiti e chiamati a risponderne, accogliendo con favore l’impegno annunciato dalle autorità libanesi in relazione all’incidente del 18 aprile.

Infine, Guterres ha rinnovato l’invito al rispetto della cessazione delle ostilità annunciata il 16 aprile, ribadendo l’impegno delle Nazioni Unite a sostenere gli sforzi diplomatici per una sua estensione e per la piena attuazione della risoluzione 1701. Il Segretario generale ha concluso esprimendo “profonda riconoscenza” a tutte le donne e gli uomini impegnati in UNIFIL, sottolineando la necessità di garantirne la sicurezza e la libertà di movimento. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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