NEW YORK, 1 OTTOBRE 2025 – L’Italia torna al centro dei lavori delle Nazioni Unite con la presidenza della prima riunione di ottobre del Bureau della Prima Commissione dell’Assemblea Generale ONU (UNGA80), organismo dedicato a questioni cruciali come il disarmo, la sicurezza internazionale e la cooperazione multilaterale. A guidare i lavori è stato l’Ambasciatore Maurizio Massari, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, che ha ribadito l’impegno del Bureau a “rafforzare il dialogo tra gli Stati membri, promuovere una partecipazione inclusiva e incoraggiare approcci innovativi e orientati al futuro”.
Il contesto internazionale
La riunione del Bureau si colloca in un momento di forte complessità geopolitica. La crescente competizione tra grandi potenze, i rischi di proliferazione nucleare, le nuove minacce legate all’intelligenza artificiale e alle tecnologie emergenti, nonché la fragilità del regime internazionale di controllo degli armamenti, pongono al centro dell’agenda della Commissione sfide che richiedono risposte condivise.
In questo scenario, la Prima Commissione – composta da tutti i 193 Stati membri – rappresenta il principale foro multilaterale in cui discutere e negoziare misure di disarmo e sicurezza collettiva. Il dibattito generale, in programma l’8 ottobre, sarà il banco di prova per misurare la volontà politica degli Stati di rilanciare un’agenda comune, dopo anni segnati da divisioni e veti incrociati.
Il ruolo dell’Italia
La presidenza del Bureau affidata all’Italia conferma la credibilità acquisita dal Paese in campo multilaterale, in particolare sul terreno del disarmo e della non proliferazione. Negli ultimi decenni, l’Italia ha avuto un ruolo attivo nei negoziati per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), nel sostegno al Trattato di Non Proliferazione (TNP), nella promozione della moratoria universale sulle armi nucleari e, più recentemente, nelle discussioni su armi autonome e intelligenza artificiale applicata alla difesa.
Massari ha ricordato come il lavoro del Bureau non si limiti a una funzione procedurale, ma possa offrire una cornice di fiducia e collaborazione: “Solo attraverso un dialogo autentico, che includa tutti gli Stati membri e tenga conto delle nuove sensibilità, potremo costruire soluzioni innovative e sostenibili alle sfide della sicurezza internazionale”.
Uno sguardo avanti
Il dibattito generale in programma l’8 ottobre sarà dunque occasione per rilanciare il multilateralismo come unico strumento credibile per affrontare minacce globali che nessuno Stato può risolvere da solo. La sfida sarà tradurre in pratiche concrete i principi richiamati dal Bureau: inclusione per dare voce anche ai Paesi più piccoli e ai gruppi regionali spesso marginalizzati, dialogo per superare logiche di contrapposizione, e innovazione per affrontare le nuove frontiere della sicurezza internazionale.
Con questa presidenza, a 70 anni dall’ingresso alle Nazioni Unite, l’Italia riafferma cosi’ la sua vocazione a “costruttore di ponti” nelle sedi multilaterali, coerentemente con una tradizione diplomatica che la vede impegnata, fin dagli anni della Guerra fredda, a sostenere la distensione e la ricerca di soluzioni condivise. (@OnuItalia)
