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martedì, Marzo 3, 2026

FAO: le terrazze agricole della Costiera Amalfitana entrano nella rete mondiale GIAHS

ROMA, 29 AGOSTO 2025 – L’Italia ha ottenuto un nuovo riconoscimento FAO con l’aggiunta del sistema agricolo terrazzato della Costiera Amalfitana come nuovo Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS). Si tratta del terzo sito italiano a entrare in questa prestigiosa rete mondiale, che valorizza i sistemi agricoli tradizionali capaci di coniugare biodiversità, cultura e sostenibilità.

Il riconoscimento, ufficializzato il 26 agosto insieme a due siti in Giappone, porta il totale globale a 102 sistemi in 29 Paesi, un traguardo raggiunto nell’anno in cui la FAO celebra l’80° anniversario dalla sua fondazione. L’Italia, grazie a questa designazione, rafforza il proprio ruolo di custode di un patrimonio agricolo che non è soltanto produttivo, ma anche culturale e paesaggistico come dimostrato dall’inserimento delle Langhe-Roero e Monferrato e delle colline del Prosecco nelle liste del patrimonio mondiale UNESCO.

FAO
copyright: Valentino Anselmi

Un modello mediterraneo di sostenibilità

Il sistema agricolo della Costiera Amalfitana è un esempio emblematico di come l’uomo, nei secoli, sia riuscito ad adattare le coltivazioni a un territorio difficile ma straordinariamente fertile. Sulle ripide terrazze che scendono a picco sul mare, le comunità locali hanno plasmato un paesaggio unico fatto di limoneti, vigneti e oliveti, resi possibili dall’ingegno delle opere in pietra a secco.

Il protagonista assoluto di questo paesaggio è il limone “Sfusato Amalfitano”, coltivato sotto pergolati di castagno e raccolto con tecniche manuali tramandate da generazioni. I cosiddetti “contadini volanti”, capaci di muoversi agilmente sulle pergole sospese, incarnano una tradizione agricola che resiste alla modernità senza rinunciare a innovare. Con densità fino a 800 alberi per ettaro e rese che possono toccare le 35 tonnellate, la coltivazione avviene con metodi a basso impatto, privi di pesticidi, preservando un’agrobiodiversità che conta oltre 970 specie vegetali, tra cui rare essenze mediterranee.

Le comunità al centro

Il riconoscimento GIAHS della FAO non riguarda soltanto l’aspetto produttivo, ma anche quello sociale e culturale. Nella Costiera Amalfitana, le donne svolgono un ruolo cruciale nella coltivazione, nella gestione familiare delle aziende e nella trasmissione delle pratiche agricole. Questo sistema, già incluso nella lista dei Patrimoni Mondiali UNESCO per il suo valore paesaggistico, rappresenta anche un modello di coesione comunitaria, dove la tradizione va a pari passo con lo sviluppo sostenibile.

FAO
copyright: Valentino Anselmi

L’Italia tra i leader del programma GIAHS

Con tre siti riconosciuti, l’Italia si conferma tra i Paesi più attivi nel programma FAO. I sistemi agricoli GIAHS, infatti, non sono musei a cielo aperto, ma patrimoni viventi in continua evoluzione, che mostrano come la tradizione possa convivere con le sfide moderne.

Per la FAO, questi sistemi incarnano una visione in cui l’agricoltura non è soltanto produzione di beni, ma anche custodia della biodiversità, protezione del territorio e garanzia di sicurezza alimentare. Come ha sottolineato la direzione FAO, ogni sito GIAHS testimonia la resilienza delle comunità rurali e la loro capacità di adattarsi a cambiamenti climatici, pressioni economiche e mutamenti sociali senza perdere la propria identità.

I due nuovi riconoscimenti in Giappone

FAO
Photo courtesy of GIAHS Japan – Arida System

Insieme all’Italia, anche il Giappone ha visto entrare due nuovi sistemi nella rete GIAHS, portando a 17 il totale dei siti riconosciuti nel Paese asiatico. Nella regione di Arida-Shimotsu, da oltre quattro secoli le famiglie coltivano il mikan, un agrume tipico, su terrazzamenti di pietra che regolano il drenaggio e proteggono dal freddo, integrando attività agricole, forestali e di apicoltura.

 

Photo courtesy of GIAHS Sustainable Water Management and Agricultural, Forestry, and Livestock System of the Okuizumo Area, Japan.

Nell’area di Okuizumo, invece, un paesaggio segnato dall’estrazione di sabbia ferrosa è stato trasformato in un sistema agro-forestale integrato, con risaie, pascoli e coltivazioni di grano saraceno. Qui la comunità ha sviluppato un modello circolare che utilizza le risorse locali in maniera sostenibile, con un ruolo centrale affidato all’allevamento del manzo giapponese di alta qualità.

Un traguardo simbolico per la FAO e per l’Italia

Con queste nuove designazioni, la rete mondiale GIAHS supera quota cento. Un traguardo simbolico che dimostra come le pratiche tradizionali non appartengano al passato, ma possano offrire soluzioni concrete per il presente e il futuro. L’Italia, in particolare, rafforza la sua immagine internazionale come Paese promotore della sostenibilità agricola e della tutela del paesaggio, valori che si intrecciano con l’identità culturale e con le politiche di sviluppo locale. (@OnuItalia)

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