L’Italia a Ginevra ratifica il Protocollo su acqua e salute dell’UNECE

GINEVRA, 6 NOVEMBRE 2026 – L’Italia è diventata il 31° Paese ad aderire al Protocollo su acqua e salute (Protocol on Water and Health), l’accordo internazionale che punta a prevenire le malattie legate all’acqua e a garantire l’accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. L’ambasciatore Luigi Vignali ha partecipato oggi a Ginevra alla cerimonia organizzata dalla Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa (UNECE) per celebrare la ratifica italiana.

Il Protocollo, adottato a Londra nel 1999 ed entrato in vigore nel 2005, è il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che collega esplicitamente la gestione sostenibile delle risorse idriche alla tutela della salute pubblica. È gestito congiuntamente dall’UNECE e dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa.

L’Italia, che aveva firmato il documento già nel 1999, ha depositato lo strumento di ratifica il 18 giugno 2026, dopo l’approvazione della legge nazionale del 10 aprile. Il Protocollo è entrato in vigore per il nostro Paese il 16 settembre.

L’adesione arriva in un momento di crescente pressione sulle risorse idriche. Secondo l’UNECE, nella regione paneuropea oltre 19 milioni di persone non dispongono ancora di servizi idrici di base e quasi 24 milioni non hanno accesso a servizi igienico-sanitari essenziali.

Tra gli impegni previsti dal Protocollo figurano la definizione di obiettivi nazionali per la qualità dell’acqua, il miglioramento dei sistemi di depurazione, la sorveglianza delle malattie trasmesse dall’acqua e il rafforzamento della resilienza delle infrastrutture idriche agli effetti dei cambiamenti climatici.

Particolare attenzione viene riservata alle comunità vulnerabili e alle disuguaglianze nell’accesso ai servizi. Il Protocollo contribuisce inoltre all’attuazione dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 6 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato alla disponibilità e alla gestione sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutti.

l’Italia ha una lunga tradizione nella tutela delle acque e nella prevenzione delle malattie legate alla loro contaminazione. Le radici risalgono almeno alla fine dell’Ottocento, quando le epidemie di colera contribuirono a rendere l’approvvigionamento di acqua potabile, le fognature e il risanamento urbano questioni centrali della sanità pubblica. Ai primi del Novecento, la costruzione degli acquedotti e delle reti fognarie e, successivamente, la depurazione delle acque reflue sono diventate componenti fondamentali delle politiche sanitarie e ambientali italiane.

L’Italia svolge già oggi un ruolo attivo nell’attuazione del Protocollo, coordinando insieme ai Paesi Bassi le attività dedicate alla resilienza dei sistemi idrici e igienico-sanitari ai cambiamenti climatici. Un contributo sostenuto dalle competenze scientifiche dell’Istituto Superiore di Sanità e dalla collaborazione tra i ministeri della Salute, dell’Ambiente e degli Esteri. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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