GAZA, 23 OTTOBRE 2026 – Dopo 902 giorni trascorsi nella Striscia di Gaza, Alessandro Mrakic si prepara a una nuova missione in Libano. Il funzionario internazionale italiano, alla guida dell’ufficio locale del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), conclude così una lunga esperienza professionale e umana in uno dei contesti più difficili per l’azione del Palazzo di Vetro.
Il saluto della comunità locale, accompagnato da abbracci, strette di mano e momenti di commozione, racconta il legame costruito nel tempo con i colleghi e con la popolazione. Un passaggio che segna la fine di un incarico, ma anche la continuità di un impegno al servizio delle comunità colpite dalla crisi.
Dalla Toscana alle missioni internazionali

Nato a Barga nel 1978 e cresciuto a Porcari, in provincia di Lucca, Mrakic ha sviluppato fin da giovane un interesse per il servizio alla comunità attraverso l’impegno nella Croce Verde e nella Protezione Civile. Dopo la laurea in Architettura all’Università di Firenze e la specializzazione presso l’Università Politecnica di Valencia, ha intrapreso un percorso professionale che lo ha portato a operare in diversi contesti internazionali.
Tra le esperienze maturate figurano l’Iraq nel 2003, il Pakistan con l’UNESCO nel 2007 e successivi incarichi nell’ambito delle Nazioni Unite in Israele, Palestina, Giordania e Bruxelles.
Nel maggio 2024 è arrivato a Gaza, dove ha assunto la guida dell’ufficio locale dell’UNDP (United Nations Development Programme), l’agenzia delle Nazioni Unite che opera in circa 170 Paesi e territori per promuovere lo sviluppo umano sostenibile, contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze. In collaborazione con governi, istituzioni e comunità locali, l’UNDP sostiene iniziative per rafforzare i servizi essenziali, favorire la ripresa economica e sociale e aiutare le popolazioni colpite da conflitti e crisi.

Nella Striscia di Gaza, queste attività assumono un’importanza particolare in un contesto segnato dalla distruzione di infrastrutture e servizi fondamentali. Gli interventi riguardano, tra gli altri ambiti, il ripristino dei servizi idrici e sanitari, la gestione dei rifiuti e delle macerie e il sostegno alla ripresa precoce delle attività quotidiane.
Il lavoro della squadra guidata da Mrakic si è concentrato su queste priorità, insieme agli operatori palestinesi impegnati quotidianamente sul territorio. Un’attività che punta a rispondere alle necessità più urgenti e, allo stesso tempo, a creare le condizioni per il recupero dei servizi da cui dipende la vita della popolazione.
Il valore del lavoro condiviso con la comunità di Gaza
Tra gli aspetti più significativi della missione emerge il rapporto costruito con la squadra locale, composta in larga parte da operatori palestinesi. Professionisti che conoscono il territorio, le esigenze delle comunità e le difficoltà quotidiane di lavorare in un contesto segnato dalla guerra e dall’incertezza.

La collaborazione tra personale internazionale e operatori locali rappresenta una componente fondamentale dell’azione delle Nazioni Unite. Accanto alle competenze tecniche e alla capacità di coordinare gli interventi, assumono un ruolo centrale l’ascolto, la fiducia e la condivisione delle responsabilità.
I gesti di affetto e la gratitudine espressa dai colleghi nel momento del saluto restituiscono il lato umano di questa esperienza. Al di là dei risultati operativi, il percorso di Mrakic a Gaza è stato anche un’esperienza di lavoro fianco a fianco con persone che hanno continuato a impegnarsi per le proprie comunità in condizioni estremamente difficili.
Da Gaza al Libano, una nuova fase dell’impegno ONU

Il trasferimento in Libano apre ora una nuova fase del percorso professionale di Mrakic. La conclusione dell’incarico nella Striscia non interrompe il suo impegno nelle Nazioni Unite, ma lo porta in un altro contesto regionale nel quale la cooperazione internazionale è chiamata ad affrontare sfide complesse. (@OnuItalia)
