ROMA, 22 OTTOBRE 2026 – La Via Francigena compie un passo avanti verso il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. ICOMOS, l’organismo consultivo che valuta le candidature dei siti culturali, ha espresso un giudizio preliminare positivo sulla proposta italiana, riconoscendo il ruolo dello storico cammino come «preminente itinerario della cristianità».

Il parere favorevole consente di passare alla fase successiva, quella della preparazione del dossier completo di candidatura. Non è ancora il riconoscimento UNESCO, ma rappresenta una nuova tappa significativa per un itinerario che per secoli ha collegato il Nord Europa a Roma, percorso da pellegrini, mercanti e viaggiatori, diventando una delle grandi vie di comunicazione e scambio culturale dell’Europa medievale.
«La Via Francigena è un patrimonio condiviso, che attraversa territori e comunità e racconta una parte significativa della storia e dell’identità europea», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, definendo la valutazione preliminare un riconoscimento del lavoro svolto dalle istituzioni e dalle associazioni coinvolte.
La candidatura, sostenuta dal Ministero della Cultura e dal Ministero degli Affari Esteri, coinvolge sette Regioni: Toscana, capofila del progetto, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
Il cammino verso l’UNESCO cominciato a Fidenza nel 2015
Il cammino verso l’UNESCO era cominciato nel 2015 a Fidenza, su iniziativa di diversi Comuni. La città emiliana, importante tappa della Francigena, continuerà a ospitare anche nei prossimi anni la sede dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, impegnata nella valorizzazione dell’antico itinerario.
Per l’assessora al Turismo dell’Emilia-Romagna, Roberta Frisoni, il riconoscimento internazionale potrebbe rappresentare anche un’opportunità di sviluppo per i territori attraversati. «I cammini come la Francigena permettono di scoprire luoghi meno conosciuti, favoriscono un turismo lento distribuito lungo tutto l’anno e creano occasioni di incontro con le comunità attraverso la cultura, il paesaggio e le tradizioni enogastronomiche», ha osservato.
L’obiettivo, ha aggiunto, è sostenere le economie locali e offrire nuove prospettive ai piccoli borghi e alle aree interne, spesso lontani dai grandi circuiti turistici.
Focus sul turismo lento
La candidatura punta così a valorizzare non soltanto il patrimonio storico e monumentale disseminato lungo il percorso, ma anche la Francigena come via di incontro tra culture, paesaggi e comunità. Un’eredità medievale che continua a vivere grazie al crescente interesse per i pellegrinaggi e il turismo lento.
E proprio all’insegna del turismo lento sara’ presentata il 24 ottobre alla Versiliana di Marina di Pietrasanta l’iniziativa ‘I cammini nell’Alta Toscana: itinerari e paesaggi
storici al crocevia d’Europa’, un racconto cioe’ racconto dei quattro percorsi simbolo del territorio toscano: oltre alla Francigena, la via Matildica, la via del Volto Santo e il
Cammino di San Jacopo. L’evento, promosso da Toscana Promozione Turistica e
realizzato in collaborazione con la Fondazione Versiliana, permettera’ di esplorare l’evoluzione dei quattro cammini: da snodi cruciali dell’Europa medievale a moderne destinazioni per il turismo lento e sostenibile. (@OnuItalia)
