UNIFIL: un razzo su una base italiana a Shama, nessun ferito

SHAMA, 2 APRILE 2026 – Un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil nel Libano meridionale.

Non si registrano feriti tra i militari italiani, soltanto lievi danni alle infrastrutture. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del Covi e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale. L’incidente e’ l’ultimo in ordine di tempo in una escalation della tensione nel Sud del Libano: a fine marzo due peacekeeper indonesiani sono rimasti uccisi in una esplosione che ha colpito un convoglio logistico dell’UNIFIL, distruggendo il loro veicolo, nei pressi di Bani Hayyan nel Settore Est. Altri due peacekeeper sono rimasti feriti, uno dei quali gravemente. L’origine dell’esplosione non è stata determinata.

E il giorno prima un peacekeeper del contingente indonesiano era rimasto ucciso in un’esplosione all’interno di una base UNIFIL a Ett Taibe, sempre nel Settore Est. Un altro peacekeeper era rimasto gravemente ferito ed è stato evacuato in un ospedale di Beirut.

I caschi blu di UNIFIL, da qualche mese a guida italiana, si trovano in un contesto sempre più complesso e rischioso, a causa degli scontri tra l’esercito israeliano e i gruppi filoiraniani del sud del Libano. “L’inviolabilità delle installazioni delle Nazioni Unite deve essere rispettata”, ha detto nei giorni scorsi il sottosegretario generale al peacekeeping Jean Pierre Lacroix ribadendo che “i nostri peacekeeper restano sul terreno, svolgendo i compiti affidati dal Consiglio di Sicurezza, in condizioni estremamente pericolose. Come potete immaginare, sono limitati nelle loro attività, ma continuano a fare tutto il possibile”.

L’ONU intanto anche oggi ha espresso preoccupazione per il protrarsi del conflitto tra Israele ed Hezbollah. Il capo delle operazioni umanitarie, Tom Fletcher, ha detto di temere un conflitto di lunga durata nel Libano meridionale tra Israele ed Hezbollah. “Un’impressione piuttosto desolante con cui me ne sono andato, e che credo sia condivisa da molte persone in Libano, è un senso di disperazione, sconforto e angoscia”, ha detto Fletcher ai giornalisti in collegamento video dalla Siria, al termine di una breve visita in Libano. “Si ha la sensazione che tutto ciò rischi di trasformarsi in un conflitto di lunga durata e che, anche qualora si giungesse a un punto in cui Stati Uniti, Israele e Iran dichiarassero una qualche forma di vittoria, ciò non porrebbe necessariamente fine al conflitto tra Israele ed Hezbollah”, ha proseguito ribadendo l’esistenza di un “rischio molto concreto” di vedere “nuovi territori occupati nel Libano meridionale”.(@OnuItalia)

Alessandra Baldini
Alessandra Baldinihttps://onuitalia.com
Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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