NEW YORK, 11 MARZO 2026 – L’Italia si e’ unita oggi alla Francia e ad altri Paesi contributori di truppe alla missione UNIFIL nel denunciare davanti all’aula del Consiglio di Sicurezza l’escalation delle ostilita’ in Libano. In una dichiarazione congiunta firmata anche da Armenia, Austria, Bahrain, Cambogia, Croazia, Cipro, Repubblica Democratica del Congo, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, India, Irlanda, Lettonia, Malta, Moldova, Nepal, Macedonia del Nord, Panama, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Serbia, Spagna, Regno Unito, Uruguay, i Paesi contributori di truppe hanno espresso la loro profonda preoccupazione invitando le parti a tornare con urgenza all’accordo di cessazione delle ostilità e al rispetto della Risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di Sicurezza che ha stabilito nella Blue Line la linea di demarcazione tra Libano e Israele.
“Di fronte alla guerra, il Libano deve essere sostenuto. La sua sovranità e integrità territoriale devono essere preservate. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Libano e al popolo libanese”, affermano i firmatari condannando con fermezza “la decisione irresponsabile di Hezbollah di unirsi agli attacchi iraniani contro Israele a partire dal 2 marzo 2026, trascinando il Libano in una guerra che né le sue autorità né la sua popolazione desideravano”, ma esortando anche Israele ad astenersi da attacchi contro infrastrutture civili e aree densamente popolate e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano.
Fanno parte della missione UNIFIL circa 10 mila unita’ tra cui un migliaio di italiani. La dichiarazione offre sostegno agli sforzi del governo libanese per la rapida attuazione della Risoluzione 1701 e apprezzamento per le recenti decisioni del governo libanese di smantellare le attività di sicurezza e militari di Hezbollah in Libano e di attuare con ogni mezzo la fase 2 del piano “Nation Shield” per il monopolio statale delle armi: “Siamo pronti ad aumentare il nostro sostegno alla sovranità dello Stato libanese e alle sue forze armate per garantire il controllo del territorio e stabilizzare il Paese. Accogliamo con favore l’iniziativa in quattro punti del Presidente Aoun, compreso l’invito a negoziati diretti sotto l’egida internazionale”.
Quasi un milione di civili libanesi sono stati costretti a fuggire dalle proprie case a seguito degli ordini di evacuazione israeliani per sfuggire alle ostilità, ricordano i firmatari impegnandosi a sostenere la risposta del governo libanese ai bisogni della popolazione sfollata e delle comunità ospitanti, con il supporto degli attori umanitari presenti in Libano, comprese le agenzie delle Nazioni Unite, il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, e le ONG internazionali e locali.
Preoccupazione per l’escalation che coinvolge i caschi blu in Libano e’ stata espressa dalla stessa missione UNIFIL le cui unita’ hanno rilevato oltre 120 proiettili lanciati dal territorio libanese verso Israele, nonché sette attacchi aerei israeliani e oltre 120 colpi di artiglieria in risposta. “Tutti questi atti costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701”, afferma la forza di pace a guida italiana nel Libano Meridionale.
“Come sempre in un conflitto, sono i civili a soffrire di più”, sottolinea UNIFIL. “Le forze di peacekeeping rimangono sul campo, monitorando e segnalando imparzialmente gli sviluppi, fungendo da collegamento tra le parti e, ove possibile, facilitando il supporto
umanitario e la protezione dei civili. Continuiamo a esortare le parti a porre fine alle ostilità e a rinnovare il nostro impegno per la piena attuazione della risoluzione 1701, per la sicurezza dei civili su entrambi i lati della Linea Blu. L’Unifil è in stretto contatto con i funzionari libanesi e israeliani e siamo pronti a sostenerli in questo, in ogni modo possibile”. (@OnuItalia)
