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venerdì, Gennaio 30, 2026

L’Assemblea Generale istituisce la Giornata della Dieta Mediterranea

NEW YORK, 18 DICEMBRE 2025 – Dopo la cucina italiana patrimonio dell’UNESCO un altro riconoscimento internazionale importante arriva dalle Nazioni Unite a New York. L’Assemblea Generale dell’Onu ha istituito per consenso la Giornata internazionale della Dieta Mediterranea, che verra’ celebrata ogni anno il16 novembre.

“La Dieta Mediterranea e’ una espressione della nostra identità e della nostra filiera
agroalimentare. Un grande ringraziamento a tutti gli Stati membri che hanno voluto sostenere la Risoluzione promossa dall’Italia insieme a un gruppo di Paesi mediterranei”, ha
annunciato su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. La FAO ha applaudito alla risoluzione dell’ONU per istituire la Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea, un’iniziativa accolta con favore per contribuire a promuovere la consapevolezza e la valorizzazione dell’importanza dell’alimentazione corretta, della sostenibilità e delle tradizioni territoriali nel raggiungimento della sicurezza alimentare e di una migliore nutrizione, elementi cardine del mandato della organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Per la FAO il riconoscimento è un’occasione per sottolineare che le diete territoriali – radicate nella storia, nelle economie locali e nelle particolari risorse climatiche e ambientali – possono offrire potenziali benefici per la salute umana e la sostenibilità, nonché opportunità per far fronte a sfide come le perdite e gli sprechi alimentari e il crescente problema dell’obesità.

La FAO avrà un ruolo guida nel sostenere gli sforzi per celebrare la Giornata Internazionale, che all’inizio dell’anno era stata presa in esame dall’Assemblea Generale all’indomani dell’approvazione della proposta nel corso della 44ma sessione della Conferenza della FAO.

Si sono uniti all’Italia 35 Paesi co-sponsor (co-facilitatori Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Libano, Marocco Portogallo, San Marino, Spagna e Tunisia), a cui in aula se ne sono aggiunti altri 12 tra cui Egitto, Israele, Iran, Emirati, Mali, Burundi, Congo, Gibuti e Palestina.

“E un momento chiave nel riconoscimento della Dieta Mediterranea nella promozione di salute, benessere, sostenibilita’ e resilienza, riflettendo allo stesso tempo e rafforzando i valori e le tradizioni delle comunita’ locali”, ha commentato la Rappresentanza Permanente italiana su X. Da oltre 2000 anni, la Dieta Mediterranea costituisce infatti un insieme unico di conoscenze, simboli, rituali e tradizioni, che vanno dall’agricoltura, alla pesca e all’allevamento, dalla conservazione del cibo alla preparazione dei piatti, fino a includere le pratiche di condivisione del cibo comuni a molti popoli del bacino del Mediterraneo. Proprio per il suo valore culturale, la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO come “patrimonio culturale immateriale” dell’umanità, ed ecco la ragione della scelta del 16 novembre come Giornata Internazionale: e’ quella del giorno in cui 15 anni fa la Dieta Mediterranea fu dichiarata Patrimonio dell’Unesco. I benefici per la salute della dieta mediterranea, che ha molte varianti regionali, ma i medesimi principi fondamentali – esalta l’uso di frutta e verdura fresca e privilegia i cereali integrali, le noci, i legumi e l’olio d’oliva; prevede il consumo moderato di prodotti ittici, pollame, latticini, carne, uova e limita i dolciumi – sono noti da decenni, grazie alle pionieristiche ricerche dell’americano Ancel Keys, che negli anni ‘60 documentò gli effetti positivi contro le cardiopatie. La Dieta Mediterranea e’ inoltre correlata alla minore incidenza di diabete, alcune tipologie di cancro e depressione.

La FAO sta creando il SABIR, un polo di conoscenze per raccogliere le risorse fondamentali sui modelli alimentari mediterranei e sui benefici che derivano dal seguire tali modelli per la nutrizione, la salute e l’ambiente.  Numerose prove dimostrano che questo patrimonio si sta indebolendo a causa della globalizzazione, dell’urbanizzazione e dei nuovi modelli di consumo e stili di vita. Oggi molti paesi del bacino del Mediterraneo si ritrovano ad affrontare tassi di sovrappeso e obesità infantile e adulta superiori alla media. L’adozione della risoluzione arriva in un momento in cui anche in Italia continua il trend in discesa del numero di italiani che adottano questo tipo di dieta. Sono meno di uno su cinque secondo un rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune (che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma) da cui emerge che gli abitanti della penisola fanno più sport, sono più inclini a un modello di consumo di alcol a rischio e fanno fatica a rinunciare al fumo. (@OnuItalia)

 

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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