8.9 C
New York
giovedì, Gennaio 29, 2026

Milano-Cortina: Cardoletti tedofora per UNHCR, la fiamma olimpica a Roma

ROMA, 7 DICEMBRE 2025 – In occasione del passaggio della fiamma olimpica da Roma, Chiara Cardoletti, rappresentante di UNHCR in Italia, ha rappresentato l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati come Tedofora della Tregua Olimpica nell’ambito delle attività preparatorie ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2025.

La partecipazione dell’UNHCR a questo momento altamente simbolico è un riconoscimento dell’impegno dell’Agenzia nel promuovere, anche attraverso lo sport, i valori universali di pace, solidarietà e inclusione.

La cerimonia si e’ svolta in un contesto particolarmente significativo, alla luce della recente adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della risoluzione sulla Tregua Olimpica per i Giochi di Milano-Cortina 2026. La Tregua Olimpica rappresenta un richiamo forte e attuale alla cooperazione internazionale e al dialogo. Sono infatti 120 i conflitti che infuriano senza sosta nel mondo e 117 milioni le persone costrette a fuggire dalle loro case in cerca di protezione.

Un onore a nome di tutti i rifugiati

“Portare la fiamma olimpica è un onore che accetto a nome di tutte le persone rifugiate, con la speranza che la luce che essa diffonde possa illuminare anche la strada della pace, della solidarietà, dell’accoglienza e della dignità per chi è stato costretto a fuggire da guerre e violenze” ha dichiarato Chiara Cardoletti.

Lo sport e le attività fisiche sono molto più di uno svago, sono strumenti fondamentali per superare le sfide legate alla fuga, in quanto forniscono un ambiente sicuro e solidale, nonché opportunità per migliorare la salute mentale e il benessere fisico, sviluppare la fiducia e le competenze e costruire la resilienza. Lo sport e, in particolare queste olimpiadi invernali, possono fare tanto per la pace e per sensibilizzare su conflitti e rifugiati.

“Per me, il fatto che l’UNHCR porti la torcia olimpica è un messaggio rivolto a tutte le persone in fuga: siete visibili, siete apprezzati e il vostro percorso è importante. Questa torcia è una luce per tutti noi”, ha detto Hadi Tiranvalipur, atleta olimpico rifugiato a Parigi 2024.

Una squadra di profughi dal 2016

L’UNHCR e il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) hanno unito le forze per portare la prima squadra olimpica di rifugiati, composta da 10 atleti, ai Giochi Olimpici di Rio 2016, creando una grande visibilità presso il pubblico sportivo. Ai Giochi successivi, Tokyo 2020, altri 29 atleti hanno gareggiato come parte della Squadra olimpica dei rifugiati (EOR). Nel 2024, a Parigi, 36 atleti rifugiati provenienti da 11 Paesi diversi (Afghanistan, Camerun, Congo, Cuba, Eritrea, Etiopia, Iran, Siria, Sudan, Sud Sudan, Venezuela), ospitati da 15 Comitati Olimpici Nazionali, hanno gareggiato sotto la bandiera olimpica in 12 sport. Per la prima volta, alle Olimpiadi di Parigi 2024 hanno gareggiato due atleti rifugiati residenti in Italia.

Due para-atleti rifugiati hanno gareggiato alle Paralimpiadi di Rio 2016, la squadra è cresciuta a sei per Tokyo 2020 e a 10 a Parigi. Nel 2024 L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha ricevuto a nome dell’UNHCR l’Alloro Olimpico, un premio del CIO che onora i risultati eccezionali in materia di istruzione, cultura, sviluppo e pace attraverso lo sport.(@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

Articoli Correlati

Rimani Connesso

4,527FansMi piace
7,156FollowerSegui

Ultimi Articoli