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domenica, Gennaio 11, 2026

Italia-Algeria, cooperazione culturale per Sant’Agostino e nuova spinta alla candidatura della cucina italiana

ROMA, 24 LUGLIO 2025 – Italia e Algeria hanno inaugurato un nuovo capitolo nella loro cooperazione culturale con l’annuncio, durante il quinto vertice intergovernativo tra i due Paesi, di un progetto congiunto per valorizzare i luoghi legati alla vita di Sant’Agostino. Presentata dalla premier italiana Giorgia Meloni e dal presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, l’iniziativa mira a promuovere, attraverso una candidatura congiunta alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, i siti agostiniani distribuiti tra i due territori, sottolineando il comune patrimonio storico e spirituale.

algeria“Vogliamo celebrare i legami tra Italia e Algeria con un progetto a cui entrambi teniamo molto: valorizzare i luoghi algerini e italiani della vita di Sant’Agostino, anche con una candidatura congiunta in sede UNESCO”. Con queste parole, la presidente del Consiglio Meloni ha annunciato, insieme al presidente algerino, l’avvio di un’iniziativa culturale condivisa.

Il progetto punta a tutelare e promuovere i siti storicamente legati alla figura di Sant’Agostino, uno dei massimi pensatori del cristianesimo, originario di Tagaste (attuale Souk Ahras, in Algeria) e vescovo di Ippona (oggi Annaba). Le tracce della sua opera sono però ben presenti anche in Italia, in particolare a Pavia, dove si trova il suo sepolcro nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, e a Roma, simbolo universale della cristianità.

“È un progetto – ha aggiunto Meloni – a cui teniamo a lavorare con molta cura, non solo per quello che rappresenta per le nostre nazioni ma anche per la sua valenza simbolica, se pensiamo tra l’altro che oggi sul Soglio pontificio siede il primo papa agostiniano della storia della Chiesa”. Un riferimento importante a Papa Leone, che appartiene all’Ordine di Sant’Agostino, a riprova del valore spirituale e attuale del pensiero agostiniano fondato su dialogo, introspezione e ricerca del bene comune.

Sant’Agostino come ponte culturale tra le sponde del Mediterraneo

Il progetto si inserisce in una strategia italiana più ampia di diplomazia culturale e promozione del patrimonio condiviso, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti bilaterali anche su basi storiche e spirituali. La figura di Sant’Agostino è universalmente riconosciuta come uno dei più grandi pensatori cristiani, un punto di riferimento teologico e filosofico per tutto il Mediterraneo, e rappresenta un potenziale straordinario per favorire il dialogo interculturale e interreligioso in una regione segnata da sfide continue.

La candidatura congiunta verrà definita nei prossimi mesi e sarà curata da un gruppo di lavoro bilaterale che coinvolgerà esperti, ministeri della cultura e delegazioni permanenti presso l’UNESCO, con l’intento di avanzare formalmente la proposta entro il prossimo ciclo di valutazione del Comitato del Patrimonio Mondiale.

La cucina italiana verso il riconoscimento UNESCO

algeriaL’Italia ha 61 siti patrimonio mondiale dell’UNESCO dopo l’iscrizione delle Case delle Fate della Sardegna nelle liste del World Heritage. Sempre nell’ambito della promozione del patrimonio culturale italiano, si rafforza anche l’impegno per la candidatura della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. A Malta, nella serata di ieri, il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, affiancato dal presidente dell’ICE Matteo Zoppas, ha partecipato a una cena istituzionale per promuovere la candidatura davanti alle autorità maltesi.

La candidatura, lanciata ufficialmente nel 2023, è supportata da una filiera agroalimentare che vale oltre 70 miliardi di euro e rappresenta più del 10% dell’export italiano. Non si tratta solo di gusto, ma di cultura, convivialità, e tradizione. Durante la serata alla Valletta, Lollobrigida ha sottolineato che “la cucina italiana non è solo eccellenza gastronomica, ma è anche educazione alla salute, alla sostenibilità e alla qualità della vita”.

Un valore ribadito anche da Zoppas, che ha confermato che il riconoscimento dell’UNESCO sarebbe non solo simbolico, ma anche strategico, per rafforzare la proiezione internazionale del modello agroalimentare italiano. (@OnuItalia)

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