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venerdì, Marzo 28, 2025

Rohingya: Italia con UNHCR e WFP a favore dei rifugiati in Bangladesh

DAHKA, 20 FEBBRAIO – Il Governo italiano ha rinnovato il suo impegno a favore del milione di rifugiati Rohingya che vivono in Bangladesh. Con un contributo di 3 milioni di euro, l’Italia sosterrà l’UNHCR) e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) per garantire il proseguimento dell’assistenza umanitaria necessaria nei campi profughi.

UNHCR, WFP e i loro partner, insieme al Governo del Bangladesh, si stanno preparando al lancio del Joint Response Plan 2025, che delineerà i bisogni umanitari dei rifugiati Rohingya e delle comunità ospitanti. Tuttavia, negli ultimi anni, la questione del finanziamento resta una sfida cruciale. Un milione di euro del contributo italiano sarà destinato agli interventi di protezione dell’UNHCR, garantendo condizioni di vita sicure e l’accesso a servizi essenziali come registrazione, alloggio, assistenza sanitaria, acqua e servizi igienico-sanitari. Gli altri due milioni di euro consentiranno al WFP di fornire assistenza alimentare salvavita ai rifugiati a prevenzione e contrasto della malnutrizione di bambini, donne in gravidanza e in allattamento.

Entrambe le iniziative confermano l’impegno dell’Italia nei confronti della popolazione Rohingya rifugiata in Bangladesh, sottolineato anche dal Sottosegretario agli esteri Maria Tripodi durante la sua recentissima missione a Dhaka. “Apprezziamo il lavoro svolto da UNHCR e WFP sul campo, poiché fornisce sostegno a una crisi umanitaria prolungata e complessa. Un’azione che riflette la solidarietà dell'Italia con il popolo Rohingya, che affronta enormi difficoltà, e il nostro impegno nel difendere la loro dignità”, ha dichiarato Antonio Alessandro, Ambasciatore d’Italia in Bangladesh.

“Questo contributo è una testimonianza della solidarietà del popolo italiano nei confronti dei rifugiati Rohingya e della comunità ospitante in Bangladesh. Sapendo quanto l’aiuto internazionale non possa essere dato per scontato, una tale generosità e sostegno sono fondamentali per mantenere alta l’attenzione su una crisi che non possiamo permetterci di dimenticare”, ha affermato Sumbul Rizvi, Rappresentante dell’UNHCR in Bangladesh, mentre per il WFP Don Scapelli ha osservato che “a otto anni dall’inizio dell’ultima crisi, i bisogni umanitari di quasi un milione di rifugiati a Cox’s Bazar e Bhasan Char restano piu’ che mai urgenti. È obbligatorio continuare a lavorare insieme per garantire che la crisi Rohingya rimanga una priorità nell’agenda globale”.

Con opportunita’ di sostentamento limitato, quasi tutti i rifugiati Rohingya dipendono
dall’assistenza umanitaria per la loro sopravvivenza. Ogni persona nei campi di Cox’s Bazar e a Bhasan Char riceve attualmente l’equivalente di 12 dollari al mese dal WFP per acquistare cibo. Costretti a vivere in condizioni di sovraffollamento e generale insicurezza nei campi, i rifugiati sono esposti a minacce continue, tra cui quelle del cambiamento climatico, dei rischi di incendi. Il contributo dell’Italia sarà determinante per il mantenimento della sicurezza alimentare, la riduzione del rischio di disastri e la protezione dei più vulnerabili, rafforzando la resilienza della comunità. Sarà, inoltre, impiegato per
promuovere la pace e la sicurezza all’interno dei campi, favorire la convivenza con le comunità ospitanti e tutelare le fragilita’ del contesto ambientale.

“I contributi all’UNHCR e al WFP dimostrano il nostro forte impegno nel rispondere ai bisogni di una delle popolazioni più vulnerabili al mondo. Questa collaborazione riflette la più ampia dedizione dell’Italia ai principi umanitari e sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nella gestione delle crisi complesse, assicurando che nessuno venga lasciato indietro”, ha dichiarato Margherita Lulli, Titolare della Sede Estera dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Hanoi, responsabile per il Sud-Est asiatico. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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