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lunedì, Luglio 15, 2024

Sudan: appello congiunto delle Agenzie ONU (OCHA, UNHCR, UNICEF, UNFPA e OMS) contro la violenza di genere

ROMA, 6 LUGLIO – I responsabili di alcune agenzie delle Nazioni Unite – OCHA, UNHCR, UNICEF, UNFPA e OMS– hanno espresso sconcerto e condanna per i crescenti casi di violenza di genere in Sudan, tra cui violenze sessuali legate al conflitto contro donne e ragazze sfollate e rifugiate, da quando sono scoppiati i combattimenti nel Paese più di 11 settimane fa. Sudan

I responsabili delle agenzie chiedono la fine immediata della violenza di genere, compresa la violenza sessuale come tattica di guerra per terrorizzare le persone; indagini rapide, approfondite, imparziali e indipendenti su tutte le presunte gravi violazioni e abusi dei diritti umani e gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Sottolineano che tutte le parti devono rispettare i loro obblighi in materia di diritto internazionale umanitario e dei diritti umani di proteggere i civili, comprese le donne e le ragazze, anche consentendo un passaggio sicuro ai sopravvissuti per accedere all’assistenza sanitaria e agli operatori sanitari per raggiungere le strutture sanitarie.

I responsabili di OCHA, UNHCR, UNICEF, UNFPA e OMS hanno inoltre ricordato la necessità di ampliare rapidamente i servizi di risposta e prevenzione alla violenza di genere in Sudan e nei paesi vicini, dove tutti coloro in fuga dalle violenze hanno trovato sicurezza come rifugiati, per rispondere ai crescenti bisogni. Anche prima dello scoppio dei combattimenti il 15 aprile, più di 3 milioni di donne e ragazze in Sudan erano a rischio di violenza di genere, compresa la violenza nelle relazioni di coppia, secondo le stime delle Nazioni Unite. Questo numero è salito a circa 4,2 milioni di persone. Dall’inizio del conflitto, l’Ufficio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite in Sudan ha ricevuto notizie attendibili di 21 episodi di violenza sessuale legata al conflitto contro almeno 57 donne e ragazze. Le vittime comprendono almeno 10 ragazze. In un caso, circa 20 donne sarebbero state stuprate nello stesso attacco.

L’Unità per Combattere le Violenza contro le Donne sotto il Ministero dello Sviluppo Sociale del Sudan continua a ricevere notizie di violenza sessuale legata al conflitto. Sono stati documentati almeno 42 presunti casi nella capitale Khartoum e 46 nella regione del Darfur. Il numero reale di casi è senza dubbio molto più alto. Per molte sopravvissute è difficile denunciare le violenze sessuali a causa della vergogna, dello stigma e della paura di ritorsioni. Denunciare le violazioni e ricevere supporto è reso difficile, se non impossibile, anche dalla mancanza di elettricità e di connettività, nonché dalla mancanza di accesso umanitario a causa della situazione di sicurezza instabile. Gli attacchi e l’occupazione delle strutture sanitarie impediscono alle sopravvissute di cercare e accedere alle cure sanitarie d’emergenza.

Gli operatori sanitari, gli assistenti sociali, i consulenti e le reti di protezione comunitaria all’interno del Sudan hanno segnalato un netto aumento delle denunce di violenza di genere a causa del perdurare delle ostilità in tutto il Paese. Le donne, comprese le rifugiate che vivevano in Sudan prima del conflitto, hanno denunciato episodi di violenza di genere durante la fuga da Khartoum verso altre aree. Le donne in fuga attraverso i confini del Sudan hanno raccontato all’UNHCR e ai team delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Paesi limitrofi le orribili violenze che hanno dovuto affrontare.

 

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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