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mercoledì, Maggio 22, 2024

Michele Tommasi nuovo Ambasciatore d’Italia a Khartoum

ROMA, 14 SETTEMBRE – “Assumo oggi con entusiasmo l’incarico di Ambasciatore d’Italia in Sudan con l’impegno di rafforzare i rapporti bilaterali, alla ricerca di un partenariato forte e mutuamente vantaggioso. Durante il mio mandato proseguirà l’azione dell’Italia a sostegno del Paese sulla via della stabilità, della democrazia e dello sviluppo”: questo è ciò che ha dichiarato Michele Tommasi in occasione dell’inizio del suo mandato a Khartoum.

L’ambasciatore Tommasi – nel suo cv anche quattro anni presso la Rappresentanza Permanente all’ONU – trova un Paese che conta importanti risorse: 45 milioni di abitanti, il terzo Paese per estensione nel continente africano (era il primo fino alla secessione del Sud Sudan nel 2011), parte della Lega Araba. Un Paese Al contempo lacerato dai conflitti interni che hanno caratterizzato l’ultimo trentennio, sotto la Presidenza di Omar al-Bashir. Dalla guerra in Darfur e le ingenti violazioni dei diritti umani riscontrate dalla Corte penale internazionale al conflitto con i separatisti del sud, che hanno lasciato importanti segni sul processo di democratizzazione e sulla tutela dei diritti umani nel Paese, amplificata dall’estremismo religioso.

La caduta di al-Bashir nel 2019 non ha contribuito a migliorare la situazione, che rimane caratterizzata da conflitti circoscritti ma violenti nelle regioni del Darfur, del Nilo Azzurro e nel Sud Kordofan, oltre alla mancanza di liquidità necessaria all’attuazione degli accordi di Pace. Il petrolio rimane una delle poche risorse a disposizione del Paese, ma la secessione del Sud ha creato una divisione geografica tra giacimenti (presenti per lo più al sud) e impianti di raffinazione (al nord), che richiede una cooperazione tra le due parti ancora in conflitto. In questa situazione si è inserita la Cina, che ha finanziato la costruzione di importanti infrastrutture aumentando la pressione economico-finanziaria sulla regione.

L’Italia rimane in prima linea in termini di supporto alla popolazione civile e sostegno alla cooperazione allo sviluppo del Paese. L’AICS è presente con importanti progetti, tutti basati sul concetto di inclusività. Passi avanti sono stati fatti, anche su spinta italiana che ne ha fatto uno dei suoi tasselli principali all’interno del sistema ONU, in tema di divieto di ricorso alle mutilazioni genitali femminili, bandite da una legislazione del 2019. In generale, il Paese ricopre un’importanza storica e strategica per l’Italia, essendo situato al confine con il Corno d’Africa.

L’Ambasciatore Tommasi, cosentino, è entrato in carriera diplomatica nel 1996 alla DG Personale e Amministrazione. Nel 1999 il primo incarico all’estero a Rabat, poi dal 2003 al 2006 è Console Generale a Smirne. Torna a Roma fino al 2010, prima alla DG Paesi Mediterraneo e Medioriente e poi Europa. Dal 2010 al 2014 ha prestato servizio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite di New York, poi fino al 2018 è stato Primo consigliere a Mosca. Prima della nomina a Khartum, ha passato un periodo alla Farnesina tra l’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica e gli Affari Politici e di Sicurezza. (@OnuItalia)

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