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venerdì, Luglio 12, 2024

Giornata Istruzione: UNESCO, inserire Ocean Literacy nei programmi scolastici

ROMA, 24 GENNAIO – La Giornata Mondiale dell’Istruzione, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per garantire un’istruzione equa e di qualità, l’apprendimento continuo, per costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e pacifico quest’anno ha per tema ‘Cambiare rotta, trasformare l’istruzione’, alla luce anche dei cambiamenti causati dal Coronavirus.

”La Giornata Mondiale dell’Istruzione è un appuntamento importante per parlare del futuro della scuola e non solo: la pandemia ha mostrato l’esigenza di aggiornare i programmi scolastici affinché sviluppino, accanto alle conoscenze nozionistiche, anche e soprattutto le ‘life skills’ degli studenti. Per questo ribadiamo l’importanza di introdurre, a fianco delle materie tradizionali, l’Ocean Literacy all’interno dei programmi scolastici in tutto il mondo” ha dichiarato nell’occasione Francesca Santoro, Specialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030).

Proprio oggi in occasione della Giornata Mondiale la Commissione Oceanografica presenta in live streaming (24 gennaio – ore 15) ‘A new blue curriculum: Toolkit for policymakers’,  il nuovo toolkit pensato per offrire a decisori politici e autorità educative strumenti, ricerche, casi di studio e metodologie per inserire nei programmi scolastici l’Ocean Literacy, fondamentale per diffondere l’ABC della conoscenza del mare.

L’obiettivo è l’introduzione nelle scuole del ‘curriculum blu’, un percorso di formazione e sensibilizzazione a 360 gradi legato all’oceano. L’intento è non solo formare le nuove generazioni dal punto di vista scientifico ma anche far sì che sviluppino una coscienza critica e diventino parte attiva del cambiamento, prendendosi cura del Pianeta: il mare produce dal 50 all’80% dell’ossigeno che respiriamo, controlla il clima globale e ha un ruolo cruciale anche dal punto di vista economico (se l’oceano fosse un Paese sarebbe la settima potenza mondiale). ”L’Ocean Literacy e il curriculum blu – sottolinea Francesca Santoro – possono aiutare scuole, insegnanti e studenti a comprendere l’importanza della biodiversità marina e delle interazioni oceano-uomo, così da prendere decisioni più consapevoli e responsabili sul’’utilizzo delle risorse marine”.

Avviato da IOC-UNESCO, il programma di Ocean Literacy (oceanliteracy.unesco.org), ovvero di educazione all’oceano, mira ad aumentare la consapevolezza sullo stato dell’oceano. Come spiega Santoro: ”A oggi le iniziative di educazione all’oceano non sono ancora state messe a sistema. L’inclusione dell’Ocean Literacy nei programmi scolastici è un processo che bisogna implementare in collaborazione con i governi, gli sviluppatori di programmi di studio, le parti interessate dell’istruzione e la società civile”. ”Proprio in questa direzione – conclude Santoro – si muove per esempio il testo di legge, recentemente approvato da parte della Camera dei Deputati, che punta ad avviare attività didattiche di sviluppo delle competenze non cognitive, capacità umane e sociali che rendono ogni studente capace di far fronte alle sfide della vita di tutti i giorni. Questo ci rende ottimisti per il futuro, nonostante le tante difficoltà che sta affrontando la scuola in questo particolare momento storico”.

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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