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Al medico di Lampedusa Pietro Bartoli e a Mons. Bettazzi il premio per la pace Giuseppe Dossetti

REGGIO EMILIA, 15 MARZO – Sono il medico di Lampedusa Pietro Bartolo e l’ex presidente di Pax Christi italiana e internazionale mons. Luigi Bettazzi i vincitori, ex aequo, del Premio per la pace “Giuseppe Dossetti” 2018/2019, l’importante riconoscimento che viene conferito ogni anno a chi si rende protagonista di meritevoli azioni di pace.

Dal 1992 Bartolo è in prima linea nell’accoglienza dei migranti giunti a Lampedusa svolgendo il difficile compito di assistenza e cura delle persone sbarcate e di ispezione dei cadaveri restituiti dal mare, un sostenitore dell’accoglienza di richiedenti asilo e migranti e della necessità di corridoi umanitari contro la tratta degli esseri umani. Monsignor Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea e già presidente di Pax Christi nazionale e internazionale, ha dedicato la sua vita a opere di sensibilizzazione al tema della pace, ad azioni di mediazione per il conseguimento della stessa e per il riconoscimento dei diritti umani, anche attraverso numerosissime missioni nei cinque continenti.

I vincitori saranno premiati lunedì 25 marzo, nella Sala del Tricolore del Municipio di Reggio Emilia con una cerimonia pubblica aperta alla città e alle scuole. Sono previsti gli interventi dei rappresentanti degli Enti promotori e gli interventi dei due vincitori del Premio, tra i quali il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il sindaco di Cavriago – città natale di Dossetti – Paolo Burani, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, il vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Ottavia Soncini, del presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi e del presidente della giuria del Premio Pierluigi Castagnetti.

Il premio – promosso dai comuni di Reggio Emilia e Cavriago, la Provincia di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna – è attribuito sia ad associazioni con sede sul territorio nazionale sia a singoli cittadini che abbiano compiuto azioni di pace coerentemente con i principi affermati da Dossetti nella sua vita: irriducibile antifascismo, affermazione di una democrazia reale, sostanziale, non nominalista alla quale si ispira il testo della Costituzione italiana, l’aspirazione universale alla pace e alla cooperazione fraterna fra gli individui e i popoli, il riconoscimento dei diritti della persona, il dialogo interreligioso e il rifiuto della guerra.

Giuseppe Dossetti, a cui il premio è dedicato, fu docente universitario, giurista, uomo politico protagonista nella stesura della Costituzione repubblicana, poi sacerdote e monaco che partecipò alla elaborazione dei principali documenti del Concilio Vaticano II. Uomo di pace che visse la Resistenza al nazi-fascismo e si adoperò per la diffusione dei valori della solidarietà, della fratellanza, del rispetto della dignità di tutti gli uomini. Dossetti mantenne un profondo legame con la sua terra d’origine, Reggio Emilia e Cavriago, dove ha vissuto durante l’infanzia e l’adolescenza e alla quale è rimasto sempre legato, tanto da definire Cavriago come la sua “università della vita”.

Pietro Bartolo nasce a Lampedusa nel 1956 da una famiglia di pescatori. Dopo aver trascorso l’infanzia su quest’isola, nel 1988 ritorna a Lampedusa dove affianca alla sua attività di medico esperienze nell’amministrazione pubblica in qualità di vicesindaco e assessore alla sanità. Dai primi arrivi di migranti a Lampedusa (1991) si occupa della gestione del fenomeno migratorioi. Dal 18 marzo 2011 è individuato come coordinatore della gestione di tutte le attività sanitarie inerenti l’emergenza immigrazione dall’assessorato regionale della Salute. Nell’ambito della sensibilizzazione al fenomeno dell’immigrazione prende parte al docufilm “Fuocoammare” (2016) del regista Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Scrive il libro dal titolo “Lacrime di sale” (2016, Mondadori) in cui racconta la sua storia e la sua esperienza nella gestione del fenomeno migratorio.

Monsignor Bettazzi, nato a Treviso nel 1923, sacerdote a Bologna nel 1946, vescovo ausiliare del cardinal Lercaro dal 1963 al 1966, ha partecipato a tre sessioni del Concilio Vaticano II, vescovo di Ivrea dal 1966 al 1999, ha visitato molti Paesi del mondo come membro della Commissione missionaria nazionale e come presidente del Movimento cattolico per la pace Pax Christi (nazionale dal 1968, internazionale dal 1978 e fino al 1985). E’ presidente del Centro studi economico-sociali per la pace, promosso da Pax Christi Italiana nell’ottobre 1991, con sede a Firenze. Ha ideato, animato e partecipato alle Marce della pace di Capodanno (la prima il 31 dicembre 1968). 

Sul piano internazionale Bettazzi ha rappresentato Pax Christi alle due Assemblee straordinarie sul disarmo promosse dall’Onu nella sede di New York; ha guidato e presieduto gli incontri sul disarmo e i diritti dell’uomo con la Chiesa ortodossa russa, a scadenza biennale, in varie città dell’ex Unione Sovietica; ha partecipato ad Uppsala all’incontro internazionale delle Chiese su “Vita e pace” all’incontro delle università cattoliche a Salisburgo per un lavoro di ricerca e studio sulla pace.

Ha guidato una missione internazionale in Centro America (1981) per indagare sulla violazione dei diritti dell’uomo. Ha partecipato conferenze in Germania, Belgio e altri Paesi europei. Per la pace a Sarajevo ha guidato, insieme all’amico monsignor Tonino Bello la “Marcia dei cinquecento” (7-13 dicembre 1992) e ha partecipato alla missione “Mir Sada” del 4-9 agosto 1993. Sempre nel 1993, per la pace nei Balcani, ha contatti con la Chiesa serbo-ortodossa (Belgrado – luglio) che sfociano nell’incontro ufficiale a Belgrado (agosto), cui seguirà l’incontro in Belgio (marzo 1994). Il 12-15 febbraio 1994 è in missione di pace in Kosovo. Molto impegnato nel sociale, ha pubblicato 37 libri tra il 1963 e il 2018, in particolare per i giovani e ha rivolto Lettere aperte a politici e personalità pubbliche. (@OnuItalia)

 
 
 
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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