Embargo a Cuba: la Farnesina spiega le ragioni dell’astensione

NEW YORK, 29 OTTOBRE – Dopo il voto all’Onu sulla risoluzione che chiede la revoca dell’embargo a Cuba, la Farnesina spiega le ragioni dell’astensione italiana: “L’Italia, nel ribadire la vicinanza al popolo cubano e la necessità di continuare gli aiuti umanitari, ha scelto di astenersi assieme ad altri paesi alleati come Germania, Olanda, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia“, afferma il Ministero degli Esteri in una nota.

La risoluzione, una tradizione annuale dal 1992, e’ stata adottata con 137 voti favorevoli, 17 contrari e 25 astensioni. Il documento chiede di revocare l’embargo economico, commerciale e finanziario statunitense: “In sintesi, l’Italia ritiene che vada accelerato un cambiamento con le autorità cubane: l’embargo economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba ha conseguenze economiche e umanitarie negative per il popolo cubano”, afferma il Ministero: “La revoca dell’embargo potrebbe rendere più efficaci le riforme economiche e favorire una ulteriore apertura dell’economia cubana, a beneficio del popolo cubano: ma le riforme non arrivano, le decisioni delle autorità cubane sono il motivo della crisi attuale. La mancanza di libertà politiche ed economiche, le debolezze strutturali e le inefficienze di lunga data del sistema economico hanno contribuito in misura significativa alla crisi attuale”.

Dal 1992, quando l’Assemblea Generale approvò per la prima volta una risoluzione contro l’embargo americano a Cuba con appena 59 voti favorevoli, il sostegno internazionale alla richiesta dell’Avana è cresciuto fino a sfiorare l’unanimità anche se dai 160 si (con 12 astensioni) del 2025, i voti favorevoli stavolta sono crollati. L’Italia, che negli ultimi anni aveva costantemente votato a favore, quest’anno ha cambiato posizione, scegliendo l’astensione e motivandola con le responsabilità del governo cubano nella crisi economica, le violazioni dei diritti umani e il suo atteggiamento verso l’invasione russa dell’Ucraina. Secondo la Farnesina, “sono necessarie urgentemente riforme politiche, economiche, sociali e giudiziarie sostanziali da parte delle autorità cubane per alleviare le sofferenze del loro popolo. Le 176 misure economiche e sociali adottate lo scorso giugno dovranno essere attuate rapidamente”.

L’Italia inoltre rimane profondamente preoccupata per la situazione dei diritti umani a Cuba, in particolare dopo gli eventi del luglio 2021, e ribadisce il suo appello al governo cubano affinché rilasci tutti i prigionieri politici: “Deploriamo inoltre che la posizione di Cuba sulla guerra di aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina continui a essere incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite. Cuba ha votato contro la risoluzione dell’Assemblea generale ONU del 24 febbraio 2026 che promuoveva un cessate il fuoco e una pace duratura in Ucraina”.

Allo stesso tempo l’Italia e l’Unione europea non hanno interrotto la loro assistenza alla popolazione cubana. Nel 2026 la Ue ha aumentato a 16 milioni di euro i propri aiuti umanitari a Cuba, dando priorità all’assistenza sanitaria, agli aiuti alimentari d’emergenza e all’accesso all’acqua e all’energia. Attualmente sono in corso 12 iniziative della Cooperazione allo sviluppo italiana per un valore totale di circa 30 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 32 milioni di euro per la cooperazione delegata UE. Per il 2026 sono previsti ulteriori interventi: 250.000 euro al WFP per il sostegno nutrizionale ai gruppi vulnerabili, e 3,5 milioni di euro per il progetto di sviluppo rurale e sicurezza alimentare realizzato con la Fondazione Lavazza. A questi aiuti si sommano ulteriori aiuti di emergenza. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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