NEW YORK, 24 SETTEMBRE 2026 – Mettere al sicuro le rotte attraverso cui viaggiano cereali e fertilizzanti per evitare che le crisi nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso e nel Mar Nero si trasformino in una nuova emergenza alimentare, soprattutto in Africa. È l’obiettivo della Coalizione di Roma per l’accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare tornata a riunirsi a New York a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu.
Italia e Croazia ospitano l’incontro
A ospitare il secondo incontro della Coalizione sono state Italia e Croazia, quest’ultima presidente di turno del MED9, il gruppo dei nove Paesi mediterranei dell’Unione Europea. La riunione fa seguito al primo incontro tenuto a Roma il 7 maggio scorso.
Al tavolo ministri e rappresentanti dei MED9, della Lega degli Stati Arabi, dei Balcani occidentali e dell’Ucraina, insieme a esponenti dell’Unione Europea, del Consiglio di Cooperazione del Golfo e delle Nazioni Unite. Per la FAO erano presenti il direttore generale Qu Dongyu e il vicedirettore generale Maurizio Martina. L’Italia era rappresentata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il problema al centro dell’incontro è concreto: una parte importante dei fertilizzanti e dei prodotti agricoli mondiali passa attraverso pochi corridoi marittimi strategici. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, a Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso possono rallentare le forniture, costringere le navi a percorsi più lunghi e aumentare i costi, con conseguenze che finiscono per riflettersi sui prezzi e sulla disponibilità del cibo.
Il sostegno alle missioni Aspides e Atalanta
Da qui l’appello a rendere le rotte marittime più sicure, prevedibili e resilienti e il sostegno alle missioni navali europee Aspides e Atalanta. Sullo stesso tema il ministro Tajani, intervenendo oggi a New York a un incontro tra Europa e Paesi del Golfo, ha ribadito l’impegno italiano per la libertà di navigazione e chiesto agli altri Paesi dell’Unione Europea di contribuire al rafforzamento di Aspides.
Il nodo del Mar Nero, a rischio l’Africa
All’emergenza nel Mar Rosso si aggiunge quella del Mar Nero, corridoio strategico per le esportazioni di grano e altri prodotti agricoli dall’Ucraina. Le interruzioni degli scambi provocate dalla guerra rischiano di ridurre la disponibilità di prodotti alimentari e di aumentarne ulteriormente il costo sui mercati internazionali.
A pagarne il prezzo più alto sono soprattutto le regioni già esposte all’insicurezza alimentare. L’attenzione della Coalizione è rivolta in particolare all’Africa, dove l’aumento dei prezzi di cereali e fertilizzanti e le difficoltà di approvvigionamento possono aggravare crisi umanitarie già in corso, alimentando a loro volta instabilità, sfollamenti e migrazioni.
La risposta, secondo i partecipanti, non può però limitarsi alla protezione delle navi. La Coalizione punta a mantenere aperti gli scambi commerciali, diversificare rotte e fornitori, aumentare le capacità regionali di produzione e stoccaggio e investire nei porti e nei collegamenti di trasporto.
L’obiettivo è ridurre la dipendenza da pochi corridoi e costruire catene di approvvigionamento capaci di resistere meglio alle crisi. Italia e Croazia hanno indicato nella cooperazione tra Paesi produttori, di transito e importatori, insieme a FAO, Unione Europea, organizzazioni regionali e istituzioni finanziarie internazionali, uno degli strumenti per impedire che una crisi della navigazione finisca per trasformarsi, a migliaia di chilometri di distanza, in una crisi del cibo. (@OnuItalia)
