BEIRUT, 19 APRILE 2026 – Un casco blu francese della missione UNIFIL è morto in un attacco nel sud del Libano, riaccendendo le tensioni attorno alla sicurezza dei peacekeeper lungo la Linea Blu. Il sergente capo Florian Montorio, 39 anni, ha perso la vita mentre una pattuglia era impegnata in operazioni di bonifica di ordigni esplosivi lungo una strada nei pressi di Ghanduriyah, nel tentativo di ristabilire i collegamenti con alcune posizioni isolate della missione.
Secondo una prima ricostruzione fornita dalla missione ONU, il convoglio è stato colpito da armi leggere da parte di attori non statali — con sospetti che ricadono su elementi legati a Hezbollah — causando la morte del militare e il ferimento di altri tre caschi blu, due dei quali in modo grave. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente instabilità nel sud del Libano, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli incidenti che coinvolgono le forze ONU.
Il capo missione e comandante della forza, il generale Diodato Abagnara, ha reso omaggio al militare durante una cerimonia all’aeroporto di Beirut, poco prima del rimpatrio della salma in Francia. “Il tuo servizio non finisce qui. Vive in ciò che faremo come soldati e come peacekeeper”, ha dichiarato, sottolineando come il sacrificio di Montorio rappresenti “tutto ciò che significa servire la pace in questa terra”.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’ambasciatore francese in Libano Hervé Magro e i vertici del contingente francese. Il generale Paul Sanzey ha ribadito il “costante e impegnativo” contributo della Francia alla missione, attiva dal 1978, ricordando le attività sul terreno che vanno dalle pattuglie alla bonifica di ordigni fino al supporto alle forze armate libanesi.
Montorio lascia la moglie e due figlie. Gli sono state conferite alla memoria medaglie delle Nazioni Unite e dell’esercito libanese.

UNIFIL ha avviato un’indagine interna sull’accaduto e ha chiesto alle autorità di Libano di aprire rapidamente un’inchiesta per identificare e perseguire i responsabili. L’attacco riporta al centro dell’attenzione internazionale la vulnerabilità dei peacekeeper e il fragile equilibrio di sicurezza nella regione, in una fase in cui la missione continua a operare “in condizioni estremamente pericolose” per garantire la stabilità lungo il confine tra Libano e Israele.
L’Unione Europea ha condannato l’attacco: “Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla Francia e alle Nazioni Unite, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia della vittima e auguriamo una pronta guarigione ai feriti”, si legge in un comunicato della UE. (@OnuItalia)
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