ROMA, 14 FEBBRAIO 2026 – Un passo avanti verso una “metropoli che apprende” lungo tutto l’arco della vita. A Palazzo Valentini l’11 febbraio si è tenuta la conferenza stampa che avvia il percorso di Roma Capitale – Città metropolitana verso la candidatura a Learning City UNESCO, in vista della prossima finestra utile fissata a metà 2027. L’obiettivo è l’ingresso nella Global Network of Learning Cities (GNLC), la rete mondiale promossa dall’UNESCO per sostenere politiche locali di apprendimento permanente, inclusione e competenze per tutte le età.
Per la costruzione del dossier di candidatura, la Città metropolitana ha siglato un accordo con Università Roma Tre, in particolare con il Dipartimento di Scienze della Formazione, che accompagnerà la stesura e l’impianto metodologico della proposta.
All’evento “Roma metropoli che apprende. Verso la candidatura per l’adesione alla Global Network of Learning Cities” sono intervenuti il sindaco metropolitano Roberto Gualtieri e il rettore di Roma Tre Massimiliano Fiorucci. A moderare l’incontro, il giornalista Marco Damilano. Presenti anche tre sindaci di città italiane già riconosciute come Learning Cities UNESCO: Torino (Stefano Lo Russo), Palermo (Roberto Lagalla) e Brescia (Laura Castelletti), che hanno condiviso progetti già realizzati nei rispettivi territori.
«L’educazione universale è condizione fondamentale per la sostenibilità, per la resilienza, per la sicurezza e la prosperità», ha detto Gualtieri annunciando l’avvio del percorso.
E ha aggiunto: «La conoscenza e l’educazione devono essere un diritto… il nostro obiettivo è una Città metropolitana educante, attenta alle specificità territoriali».
Per Fiorucci, l’intesa è «motivo di grande orgoglio» perché consente all’Ateneo di mettere competenze di ricerca e formazione al servizio di politiche educative metropolitane, contribuendo a un sistema di apprendimento permanente radicato nel territorio.
La cornice internazionale è ampia: la rete GNLC è stata lanciata nel 2013 e oggi conta 425 città in 91 Paesi, impegnate a rendere l’apprendimento una realtà quotidiana, dalla scuola alla formazione degli adulti e alla riqualificazione professionale. In Italia le Learning Cities UNESCO sono otto: Torino, Palermo, Fermo, Trieste, Reggio Calabria, Lucca, Brescia e Cividale del Friuli.
È proprio questa dimensione di rete — scambio di buone pratiche, strumenti di governance, politiche basate su dati e risultati — a rendere la candidatura più di un’etichetta: un impegno a misurare e migliorare nel tempo l’accesso alle opportunità educative.
Per Roma, la sfida è anche di scala: costruire un modello “metropolitano” capace di tenere insieme centro e territori, quartieri e comuni, fragilità e talenti, con una visione unitaria dell’apprendimento come infrastruttura sociale. Nei prossimi mesi, il lavoro con Roma Tre servirà a definire priorità e azioni: dalla lotta alla dispersione e alle disuguaglianze educative, fino alle competenze digitali e alla formazione continua, con il coinvolgimento di scuole, biblioteche, università, terzo settore e mondo del lavoro.
La candidatura che guarda al 2027, insomma, apre un percorso che vuole lasciare un segno già adesso: trasformare l’idea di città in un ecosistema dove imparare non è un episodio, ma un diritto praticabile “ogni giorno, per tutti”. (@OnuItalia)
