SARAJEVO, 6 NOVEMBRE 2025 – Dalla pianura sabbiosa ai margini dell’aeroporto internazionale di Sarajevo alle valli industriali della Serbia, l’Italia e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) collaborano per restituire salute e sostenibilità ai Balcani occidentali, una delle regioni d’Europa più colpite dall’inquinamento industriale del passato.
In un terreno di 0,8 ettari a nord-est dell’aeroporto di Sarajevo un tempo campo di addestramento per i vigili del fuoco test recenti hanno rilevato livelli allarmanti di PFAS, le cosiddette “sostanze chimiche eterne” note per la loro tossicità e persistenza. Le analisi indicano rischi di contaminazione per due corsi d’acqua vicini, un’area naturale protetta e una falda sotterranea che rappresenta una riserva idrica cruciale per la regione.
Questa scoperta ha trasformato il sito in uno dei tre progetti pilota della South-East European Platform to Beat Pollution (SEEPP), un’iniziativa lanciata dall’UNEP e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano per affrontare i punti critici di contaminazione nei Balcani occidentali.
Dalle eredità industriali al rischio sanitario
Dopo la dissoluzione dei sistemi industriali pubblici dell’ex blocco socialista, molte fabbriche furono abbandonate o privatizzate senza piani di sicurezza ambientale. Oggi, la regione paga un prezzo altissimo: l’inquinamento atmosferico da centrali a carbone e veicoli obsoleti causa circa 30.000 morti premature l’anno, il 45% delle acque non rispetta gli standard chimici minimi e oltre 100 siti contaminati minacciano biodiversità e sicurezza alimentare.
“L’inquinamento non conosce confini: attraversa aria, suolo e acque fino al Mar Adriatico”, ha ricordato Alessandro Guerri, Direttore Generale per gli Affari Europei e Internazionali e la Finanza Sostenibile del Ministero: “Attraverso la collaborazione con UNEP miglioriamo l’ambiente e la salute, promuovendo cooperazione e sviluppo con l’obiettivo di economie piu’ circolari e sicure”.
La SEEPP, laboratorio di cooperazione regionale
Lanciata a Belgrado nel 2018 e operativa dal 2019, la SEEPP promuove soluzioni innovative e dialogo politico tra governi, università e imprese. Attraverso workshop, indagini tecniche e scambio di buone pratiche, l’iniziativa punta a prevenire e monitorare l’inquinamento e a costruire piani d’azione per la bonifica in linea con il Global Framework on Chemicals dell’ONU.
Tra i siti pilota, oltre a Sarajevo, figurano: Sokolac (Bosnia-Erzegovina), dove un ex lavatoio per pecore contaminato da DDT e pesticidi persistenti minaccia i suoli agricoli e le acque locali, e Koža (Serbia), ex stabilimento di concia e tessuti, dove decenni di attività hanno lasciato una miscela tossica di metalli pesanti, cromo, amianto e oli industriali. La SEEPP svilupperà un piano di bonifica conforme agli standard UE sui rifiuti pericolosi.
Scienza, formazione e risorse
Nel giugno 2025 il primo Project Steering Committee della SEEPP, riunitosi a Belgrado, ha approvato i tre siti pilota e definito i piani di assistenza tecnica.
In ottobre, una visita studio a Roma ha permesso agli esperti balcanici di conoscere da vicino le pratiche italiane di risanamento ambientale, mentre un nuovo accordo tra UNEP e UNDP estenderà supporto tecnico e raccolta fondi.
Il finanziamento resta la sfida più ardua: i costi di bonifica superano di gran lunga i bilanci nazionali e il budget SEEPP. Tuttavia, i progressi sono tangibili. Bosnia-Erzegovina e Serbia beneficiano oggi di assistenza tecnica rapida su PFAS, pesticidi e metalli pesanti, e i portali di dati e i workshop transfrontalieri stanno rafforzando la cooperazione regionale.
Dal risanamento alla prevenzione
Con la scadenza del ciclo di finanziamento nel 2026, l’UNEP e l’Italia lavorano a un piano di transizione per garantire continuità e stabilità.
“Combinando il lavoro politico con l’azione sul campo – ha affermato Arnold Kreilhuber, direttore dell’Ufficio europeo dell’UNEP – dimostriamo che impegno condiviso e rigore scientifico possono tracciare un percorso verso Balcani e un pianeta più puliti e sicuri.”
Un investimento per il pianeta
L’Italia, partner finanziatore a pieno titolo dell’UNEP, sostiene il lavoro dell’organismo attraverso l’Environment Fund, contribuendo alle politiche globali per la chimica sostenibile e la riduzione dell’inquinamento. Con la SEEPP, Roma ribadisce cosi’ il proprio ruolo di ponte mediterraneo per l’ambiente e la cooperazione, dimostrando che la bonifica dei siti contaminati può diventare una piattaforma per la salute, la pace e lo sviluppo sostenibile oltre i confini nazionali. (@OnuItalia)
