8.9 C
New York
domenica, Gennaio 11, 2026

Meloni all’ONU: si Italia a Palestina “ma a due condizioni”

NEW YORK, 23 SETTEMBRE – La restituzione di tutti gli ostaggi e Hamas fuori da Gaza: queste sono le due condizioni che la premier italiana Giorgia Meloni giudica imprescindibili per il riconoscimento dello stato di Palestina da parte dell’Italia. Meloni, che ne ha parlato oggi con i giornalisti italiani ai margini dei lavori del Palazzo di vetro, presentera’ una mozione di maggioranza con questi contenuti ala vigilia del suo intervento domani in Assemblea Generale dove parlera’ in italiano.

Meloni è incalzata su tre fronti: da un lato l’ondata di ulteriori riconoscimenti della Palestina all’Onu contro la posizione dell’alleato americano Donald Trump che hanno isolato l’Italia e la Germania in Europa, dall’altro le proteste di piazza, sfociate anche in alcuni episodi violenti, e gli attacchi delle opposizioni sullo sfondo di un’opinione pubblica interna sempre più pro Gaza. “Speriamo che prevalga il buon senso. Abbiamo sempre detto che siamo favorevoli al riconoscimento, ma deve essere uno stato di Palestina unito senza Hamas che controlla parte del territorio”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani mentre in Italia l’opposizione ha gettato acqua gelida sulla proposta: per la
segretaria del Pd Elly Schlein “non è il momento di giochi di prestigio e delle prese in giro”, mentre per il leader del M5s Giuseppe Conte “l’ultima ‘trovata’ di Meloni è un misero espediente che conferma l’ignavia del nostro governo”.

Parlando con la stampa Meloni ha detto di aver “condiviso molti passaggi
dell’intervento del presidente americano”, dall’immigrazione al Green Deal, sino alla necessità di rendere efficienti gli organismi multilaterali.  La sua soluzione condizionata e’ analoga a quella illustrata lunedì dal Belgio al Palazzo di Vetro, dove il premier Bart De Wever ha annunciato che il riconoscimento legale della Palestina entrerà in vigore solo dopo che tutti gli ostaggi a Gaza saranno rilasciati e Hamas sarà rimosso dal governo locale.

“Io personalmente continuo a considerare che il riconoscimento della Palestina in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità non risolva il problema, non produca risultati tangibili, concreti per i palestinesi. Dopodiché si dice che però il riconoscimento della Palestina può essere un efficace strumento di pressione politica e va bene, capisco, però dobbiamo anche capire su chi. Io penso che la principale pressione politica vada fatta nei confronti di Hamas perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che
la guerra finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi”. E a seguito Tajani ha esplicitato il messaggio: “E’ impossibile riconoscere uno stato diviso in due, da una parte l’Anp, che e’ responsabile e riconosce Israele, e dall’altra Hamas”.

La mossa del governo sfida l’opposizione a una mozione bipartisan. Da Palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha rilanciato: “Le parole del presidente Meloni sul Medio Oriente chiariscono che per il governo italiano non è il momento della propaganda ma quello della serietà. Ora l’auspicio è che non ci sia alcuna ambiguità su Hamas e che il
Parlamento voti compatto la mozione della maggioranza”.

Intanto, in attesa di parlare all’Onu, Meloni ha avuto importanti bilaterali in vista del discorso di domani notte: ha avuto un bilaterale con l’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, a cui ha offerto la sua piena solidarietà e del governo italiano per l”‘inaccettabile violazione” della sovranità qatarina da parte di Israele lo scorso 9 settembre e ha condiviso l’impegno per lavorare per porre fine al conflitto a Gaza, assicurare il rilascio di tutti gli ostaggi e garantire il pieno accesso umanitario alla popolazione civile, anche nel quadro degli sforzi di mediazione condotti dal Qatar insieme a Stati Uniti ed Egitto.

Meloni ha visto anche il nuovo presidente della Siria, Ahmed Al Sharaa, a cui ha confermato il sostegno italiano alla ricostruzione di una Siria stabile e
sovrana anche attraverso investimenti da parte delle aziende italiane in molteplici settori di reciproco interesse. Sono usciti dal calendario invece per motivi legati alle rispettive agende i bilaterali con il presidente del Libano, Joseph Aoun, e con il turco Recep Tayyip Erdogan. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

Articoli Correlati

Rimani Connesso

4,527FansMi piace
7,156FollowerSegui

Ultimi Articoli