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Tenenti: rinnovo UNIFIL e’ cruciale per la stabilità del Libano meridionale

BEIRUT, 28 AGOSTO 2025 –  Il rinnovo di UNIFIL e’ cruciale per la stabilita’ del Libano Meridionale e dell’intera regione. Lo ha detto, alla vigilia del voto del Consiglio di Sicurezza sul futuro dei caschi blu da qualche settimana a guida italiana, il portavoce della missione, Andrea Tenenti, in un’intervista per Nancy Sarkis di UN News. A quasi un anno dalla cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah, la calma che oggi si registra lungo la Blue Line resta estremamente fragile, ha detto Tenenti. L’accordo del novembre 2024 ha interrotto quindici mesi di conflitto devastante, ma il rischio di nuove escalation è concreto.

Da decenni UNIFIL rappresenta un presidio fondamentale nel Libano meridionale. Tenenti ricorda che il rinnovo non è un atto burocratico, ma un passaggio cruciale per la stabilità regionale. UNIFIL, spiega, ha garantito in questi anni supporto costante alle Forze Armate Libanesi, mediazione tra le parti e sostegno alle comunità locali. Il cuore della sua missione resta l’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che dal 2006 chiede la cessazione delle ostilità e il rafforzamento dell’autorità dello Stato al confine.

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UNIFIL/Pasqual Gorriz UNIFIL Indian peacekeepers on foot patrol with Lebanese Armed Forces (LAF) along the Blue Line in south Lebanon.

Il ruolo di UNIFIL dopo il cessate il fuoco

Tenenti ha ricordato come la missione continui a sostenere le Forze Armate Libanesi (LAF) nel loro dispiegamento nel sud del Paese. Dopo il cessate il fuoco, l’esercito libanese ha rafforzato la propria presenza nella regione, ma la collaborazione con i caschi blu resta essenziale. L’obiettivo primario rimane l’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, adottata nel 2006, che prevede la fine delle ostilità, la creazione di una zona cuscinetto e il consolidamento dell’autorità dello Stato libanese al confine.

Nonostante i progressi, la missione si confronta con ostacoli significativi. La presenza di postazioni israeliane nel sud del Libano costituisce una violazione della sovranità del Paese e un’infrazione alla stessa 1701. Ciò complica il pieno dispiegamento delle LAF e alimenta un clima di tensione che, se non gestito, rischia di far deragliare il fragile equilibrio raggiunto.

Capacità limitate delle Forze Armate Libanesi

Il portavoce ha sottolineato che le forze libanesi non dispongono ancora di capacità sufficienti per assumersi da sole la responsabilità della sicurezza nel sud. La grave crisi economica che affligge il Paese riduce le risorse disponibili per l’esercito, rendendo imprescindibile il sostegno internazionale, sia in termini di addestramento sia di equipaggiamento.

Senza il supporto di UNIFIL e della comunità internazionale, il rischio è che l’autorità statale fatichi a consolidarsi, lasciando spazio a nuove tensioni e minando la stabilità di un’area che negli ultimi decenni è stata più volte epicentro di conflitti regionali.

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UNIFIL UNIFIL peacekeepers on patrol (file)

Le conseguenze di un mancato rinnovo

Il rinnovo del mandato non rappresenta solo un atto formale, ma un pilastro della stabilità regionale. Secondo Tenenti, la situazione attuale, sebbene migliorata rispetto al periodo del conflitto, resta estremamente fragile. Un eventuale vuoto lasciato dal ritiro dei caschi blu creerebbe un precedente pericoloso, indebolirebbe il monitoraggio imparziale delle violazioni e rischierebbe di far precipitare nuovamente la regione in un ciclo di violenza.

Il portavoce ha avvertito che l’assenza di UNIFIL renderebbe difficile mantenere la fiducia tra le parti e toglierebbe al Libano uno strumento essenziale per rafforzare l’autorità dello Stato nelle zone di confine.

Critiche e disinformazione

Come spesso accade alle missioni di pace delle Nazioni Unite, anche UNIFIL è oggetto di critiche da più fronti. In Libano, alcuni accusano i caschi blu di pattugliare autonomamente, senza la presenza delle LAF. Tenenti ha chiarito che questo rientra nel mandato stabilito dalla risoluzione 1701, che autorizza la missione ad operare sia congiuntamente sia in modo indipendente.

Dal lato israeliano, le contestazioni riguardano la presunta incapacità della missione di fermare l’accumulo di armamenti da parte di Hezbollah. Anche in questo caso, ha spiegato Tenenti, si tratta di un fraintendimento: UNIFIL non ha il compito di disarmare gruppi armati, ma di assistere le forze libanesi nell’attuazione del proprio mandato. Molte critiche nascono dunque da una comprensione distorta del ruolo della missione, alimentata talvolta da disinformazione e campagne mirate.

Una presenza ancora necessaria

Guardando al futuro, Tenenti ha ribadito che la finalità di UNIFIL è quella di trasferire gradualmente responsabilità e capacità alle autorità libanesi. Tuttavia, i tempi di questo processo non possono essere fissati in modo rigido. La missione resta oggi indispensabile per sostenere la stabilità, favorire il ritorno dell’esercito libanese nelle aree meridionali e rafforzare l’autorità dello Stato in una regione segnata da decenni di conflitti.

Affinché ciò sia possibile, è necessario che il sud del Libano sia libero da occupazioni straniere e da violazioni che minano la sovranità nazionale. Solo in queste condizioni si potrà avviare un percorso sostenibile verso il ritiro graduale dei caschi blu e la piena responsabilizzazione delle istituzioni libanesi. (@OnuItalia)

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