AVAZA (TURKMENISTAN), 9 AGOSTO – L’ambasciatore d’Italia ad Ashgabat, Luigi Ferrari, ha preso parte, in rappresentanza dell’Italia, alla terza conferenza delle Nazioni Unite sui Paesi in via di sviluppo senza sbocco al mare, che si e’ conclusa ad Avaza, in Turkmenistan. Ferrari, nel suo intervento, ha sottolineato il convinto impegno dell’Italia in favore dello sviluppo dei Paesi privi di accesso al mare, anche attraverso il ‘Piano Mattei’ per l’Africa. Alla conferenza e’ stato concordato di formare un nuovo blocco negoziale sul clima per sostenere le esigenze specifiche delle nazioni senza accesso diretto al mare.
Il Programma d’Azione di Avaza non è il primo quadro globale a occuparsi delle esigenze di sviluppo dei Paesi senza sbocco al mare, ma per la prima volta un piano d’azione di questo tipo include un’attenzione particolare all’adattamento ai disastri legati al clima.
Rischi sovrapporti per i LLC
Natalia Alonso Cano, direttrice dell’Ufficio regionale per l’Europa e l’Asia centrale dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi (UNDRR), ha sottolineato in un’intervista a UN News i problemi specifici per i cosiddetti Landlocked Countries (LLC): “I Paesi senza sbocco al mare, ha detto, affrontano rischi sovrapposti: oltre la metà del loro territorio è classificata come zona arida; molti si trovano in aree montuose; e alcuni sorgono in zone sismicamente attive. I generale, subiscono perdite economiche circa tre volte superiori alla media mondiale. Inoltre, i tassi di mortalità [quando queste nazioni sono colpite da catastrofi] sono molto più alti rispetto alla media globale. Differenze così grandi si spiegano con una combinazione di questa vulnerabilità, ma anche con una serie di impatti aggravanti”.
Sono 32 i paesi in via di sviluppo senza sbocco al mare, abitati dal 7% della popolazione mondiale, oltre mezzo miliardo di persone, ma con solo l’1% del Pil globale. I LLC dipendono infatti fortemente dagli stati di transito vicini, penalizzati dagli elevati costi di trasporto, dall’accesso limitato ai mercati globali. Per questo i costi commerciali sono superiori del 30% rispetto agli Stati costieri. Inoltre, solo il 61% della popolazione nei paesi in via di sviluppo senza sbocco al mare ha accesso all’elettricità, rispetto al 92% a livello globale, e meno del 40% è connesso a Internet. Questi paesi sono esposti ad una maggiore vulnerabilità agli impatti climatici: secondo i dati Onu rappresentano circa il 12% della superficie terrestre mondiale, ma hanno subito quasi il 20% delle siccità e delle frane del mondo nell’ultimo decennio e ciò dimostra la loro sproporzionata esposizione ai disastri legati al clima. (@OnuItalia)
