UNIFIL: Crosetto sente Guterres, Tajani Lacroix; si discute il futuro della missione

ROMA, 16 MARZO 2026 – Mentre la tensione in Libano sale alle stelle con la minaccia di una guerra di terra israeliana per smantellare gli avamposti di Hezbollah e mentre una base italiana in Kuwait e’ finita sotto attacco dell’Iran che ha distrutto un drone, torna in agenda il futuro della missione UNIFIL che dovrebbe comunque andare in scadenza il 31 dicembre. Secondo il quotidiano La Repubblica se ne sta discutendo in questi giorni a Roma con il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha sentito il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, volato a Beiurt proprio per seguire sul posto l’evolversi della crisi, e con lui il generale di divisione Diodato Abagnara, dallo scorso giugno capo missione UNIFIL e comandanye della missione di pace.

Sono circa 1.300 gli italiani in uniforme, sparsi nel Sud del Paese, lungo la Linea Blu che segna il confine tra Libano e Israele: a Shama, Al Mansouri e Naqoura. La Difesa italiana ha approntato da due settimane un piano di evacuazione. Sono stati rimpatriati i 106 operatori civili della missione, in quanto “personale non essenziale”, mentre una nave della Marina è arrivata in zona “pronta a un’esfiltrazione dei militari”, scrive il quotidiano.

Per il governo italiano deve decidere l’ONU che nei giorni scorsi aveva escluso la possibilita’ di un ritiro anticipato. “Abbiamo un mandato fino al 31 dicembre 2026 e fino ad allora  intendiamo svolgere i compiti previsti dal nostro mandato e sostenere Libano e Israele nell’attuazione della risoluzione  1701”, ha dichiarato all’ANSA la portavoce Kandice Ardiel dal quartiere generale di Unifil a Naqoura, a pochi chilometri dalla linea di demarcazione con  Israele.

La missione UNIFIL, dispiegata dal 1978 e che dovrà lasciare  la regione alla fine dell’anno, conta circa diecimila militari  provenienti da decine di Paesi, tra cui oltre un migliaio di italiani. La risoluzione Onu 1701 del 2006, che aveva messo fine al conflitto  tra Hezbollah e Israele, prevede, tra l’altro, la cessazione  delle ostilità, il rafforzamento della presenza di Unifil nel sud del Libano e il sostegno all’esercito libanese nel controllo dell’area compresa tra il fiume Litani e la linea di demarcazione con Israele.

Sul tavolo del governo ci sono i rapporti dell’intelligence e della diplomazia. L’invasione israeliana è tutt’alto che un’ipotesi remota. Tra gli scenari analizzati, secondo La Repubblica c’è anche questo: l’eventuale avanzata delle truppe israeliane potrebbe in qualche modo scavalcare il contingente Unifil, per concentrarsi nelle roccaforti di Hezbollah. La speranza del governo però è che, seppure in extremis, si recuperi il negoziato. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sentito il sottosegretario generale dell’Onu per le operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix in vista del consiglio straordinario degli Esteri a Bruxelles. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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