ROMA, 8 MARZO 2026 – L’Italia e la FAO celebrano con una monetra commemorativa il 2026 come Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici (IYWF2026). Il nuovo conio e’ stato presentato ufficialmente nel corso di una cerimonia presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.
Realizzata in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), la moneta d’argento da 5 euro rappresenta il contributo dell’Italia all’iniziativa globale guidata dalla FAO, con la partecipazione di Coldiretti. L’iniziativa vuole rendere omaggio al ruolo fondamentale che le donne svolgono nei sistemi agroalimentari, dalla gestione della terra alla tutela della biodiversità, fino al loro contributo alla sicurezza alimentare e alla vitalità delle comunità rurali.
“Una storia di resilienza”
“Questa moneta è molto più di un semplice oggetto d’argento: racconta una storia di passione, resilienza, innovazione e leadership delle donne agricoltrici di tutto il mondo. Racconta la loro storia e ci ispira a seguirne l’esempio”, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO QU Dongyu. Per Paolo Perrone, presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, “questa moneta è un simbolo di concreta collaborazione. Un segno incisivo, capace di esprimere un alto valore civile: il logo della FAO, i chicchi di grano, la figura della donna agricoltrice con le molteplici funzioni che svolge nel settore primario compongono un racconto visivo potente. In questa armonia di simboli si manifesta la capacità della numismatica di coniugare bellezza e significato”.
Cristina Brizzolari, Presidente Coldiretti Piemonte e membro di Giunta Nazionale Coldiretti, si e’ detta onorata di rappresentare tutte le donne in agricoltura, “donne che con impegno e fatica nel tempo si sono ritagliate un ruolo fondamentale come custodi di territori, di biodiversità e del valore assoluto del cibo”. La presentazione si è svolta nell’ambito dell’evento congiunto per la Giornata Internazionale della Donna, organizzato dalla FAO insieme al Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e al Programma Alimentare Mondiale (WFP). Il tema scelto dalle Nazioni Unite per quest’anno — Diritti. Giustizia. Azione. Per tutte le donne e le ragazze — richiama l’attenzione sull’urgenza di eliminare le discriminazioni e garantire alle donne un accesso equo a servizi, risorse e giustizia nei contesti rurali e nei sistemi agroalimentari.
Per l’Anno delle Donne Agricoltrici
“L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato celebra da tempo l’identità agricola dell’Italia, coniando monete che rendono omaggio ai paesaggi rurali, alla biodiversità e al patrimonio alimentare del Paese. Questa moneta commemorativa è in continuo con questa tradizione, riflettendo la missione della FAO e la visione di Coldiretti”, ha sottolineato il Direttore Generale della FAO. Nell’ambito delle iniziative dell’Anno Internazionale, la moneta sarà esposta anche presso il Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura della FAO (FAO MuNe), insieme a contenuti espositivi che illustrano il contributo delle donne al cibo, all’agricoltura e al patrimonio culturale.
La moneta, disegnata dall’artista incisore Annalisa Masini, con il contributo del designer della FAO Guido Chiefalo, fa parte della Collezione Numismatica 2026, la serie annuale di monete commemorative e da collezione emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. E’ coniata in argento 925‰ (92,5% di argento puro) con finitura Proof, una tecnica di coniazione ad alta precisione utilizzata per le monete da collezione. Il dritto presenta l’emblema della FAO, la scritta Repubblica Italiana, il valore nominale 5 euro, spighe di grano stilizzate e il segno di zecca “R” della Zecca di Roma. Il rovescio raffigura l’emblema ufficiale dell’IYWF2026, che rappresenta i molteplici ruoli svolti dalle donne nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, della pesca e delle foreste. La sua inclusione nella Collezione Numismatica rappresenta un riconoscimento concreto del ruolo essenziale — e spesso ancora poco valorizzato — delle donne nei sistemi agroalimentari. (@OnuItalia)
