NEW YORK, 24 FEBBRAIO 2026 – A quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è tornata a riunirsi per chiedere la fine di quella che è stata definita senza ambiguità “un’aggressione ingiustificata” da parte della Federazione Russa. Il dibattito si è concluso con l’adozione della risoluzione “Support for lasting peace in Ukraine”, approvata con 107 voti favorevoli, 12 contrari e 51 astensioni, tra cui quella degli Stati Uniti.
Il testo riafferma il “fermo impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale”, chiede un “cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato” e sollecita una “pace globale, giusta e duratura in conformità con il diritto internazionale”, oltre al pieno scambio dei prigionieri di guerra.
Nel suo intervento in Aula, l’Ambasciatore d’Italia alle Nazioni Unite, Giorgio Marrapodi, ha scandito con chiarezza la posizione italiana:
“Questa Assemblea si riunisce ancora una volta per discutere del conflitto in Ucraina e per chiedere la fine di questa aggressione ingiustificata da parte della Russia.”
Marrapodi ha ricordato che, dopo quattro anni di guerra, “nessun luogo è sicuro in Ucraina” e che i “brutali attacchi russi continuano, in ulteriore palese violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”. Un richiamo diretto al cuore dell’ordine multilaterale, fondato sul rispetto della sovranità degli Stati e sull’inviolabilità dei confini.
In questo contesto, l’Italia ha co-sponsorizzato e votato a favore della risoluzione, definendola “un’ulteriore dimostrazione del sostegno incrollabile del mio Paese all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Roma sostiene i negoziati a guida Usa
Il cessate il fuoco e una pace “giusta e duratura” restano, nelle parole dell’ambasciatore, le priorità principali. Per questo Roma sostiene “con forza i negoziati guidati dagli Stati Uniti”, sottolineando che “è essenziale che tutte le parti si impegnino in modo costruttivo nella ricerca di una soluzione diplomatica”.
Una posizione che si inserisce in un quadro politico più ampio. Proprio la scorsa settimana, ha ricordato Marrapodi, il Parlamento italiano ha approvato un provvedimento che rafforza ulteriormente il sostegno a Kiev. “In coordinamento con l’Unione europea e i nostri partner, non vacilleremo nella nostra assistenza all’Ucraina e al suo popolo.”
Allarme per i bambini
Il discorso italiano ha insistito con forza sulla dimensione umanitaria. “Siamo profondamente preoccupati per la drammatica situazione umanitaria in Ucraina”, ha affermato il rappresentante permanente. Il conflitto ha provocato “uccisioni e sofferenze indicibili”, con migliaia di civili morti, “tra cui troppi bambini”.
Le infrastrutture civili — anche nel settore sanitario — sono state distrutte o gravemente danneggiate; milioni di persone affrontano temperature gelide senza elettricità, riscaldamento o acqua, mentre gli attacchi russi contro le infrastrutture critiche si intensificano. “Questa tragedia deve finire”, ha ammonito Marrapodi.
Tensioni diplomatiche, Usa astenuti
Il voto ha tuttavia evidenziato anche le tensioni diplomatiche. Gli Stati Uniti, pur accogliendo la richiesta di un cessate il fuoco immediato, si sono astenuti. La vice ambasciatrice americana, Tammy Bruce, ha spiegato che alcune formulazioni del testo rischierebbero di “distogliere l’attenzione dai negoziati in corso” invece di favorire tutte le vie diplomatiche verso una pace duratura. La richiesta americana di votare separatamente sui paragrafi relativi all’integrità territoriale e al diritto internazionale è stata respinta dall’Assemblea.
Nel suo intervento conclusivo, Marrapodi ha richiamato il ruolo delle Nazioni Unite come “pietra angolare degli sforzi multilaterali” per la pace, la sicurezza e l’assistenza umanitaria. Obiettivi che, ha sottolineato, “non sono solo nell’interesse dell’Ucraina e dell’Europa, ma dell’intera membership delle Nazioni Unite”. (@OnuItalia)
