NEW YORK, 8 GENNAIO 2026 – Dal clima all’antiterrorismo, dal lavoro alle migrazioni, l’amministrazione Trump ha sospeso il sostegno degli Stati Uniti a 66 enti, tra cui agenzie Onu e gruppi climatici, segnando un ulteriore allontanamento dalla cooperazione globale e una selezione mirata delle organizzazioni considerate allineate agli interessi americani.

Gran parte degli enti coinvolti operano su temi come clima, lavoro, migrazione e sviluppo, settori che l’Amministrazione ha definito orientati alla diversità e a iniziative ‘woke’. Tra le organizzazioni non Onu figurano il Partnership for Atlantic Cooperation, l’International Institute for Democracy and Electoral Assistance e il Global Counterterrorism Forum.
Negli ultimi mesi, Washington aveva già sospeso il sostegno a strutture come l’Organizzazione mondiale della Sanità OMS, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Unrwa, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e l’Unesco, scegliendo quali operazioni continuare a finanziare e quali considerare non più prioritarie.
Molte organizzazioni non governative internazionali indipendenti, alcune in collaborazione con le Nazioni Unite, hanno denunciato poi la chiusura di numerosi progetti a seguito della drastica riduzione degli aiuti tramite l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale.
Il ritiro dalla Convenzione quadro Onu sui cambiamenti climatici è l’ultimo segnale della strategia di Trump per prendere le distanze dalle organizzazioni internazionali impegnate sul clima. La scelta riflette una politica estera che combina azioni militari, minacce agli avversari e selezione mirata delle collaborazioni internazionali.
