NEW YORK, 10 NOVEMBRE – Intervenendo oggi nel corso del dibattito annuale del Consiglio di Sicurezza sulle armi leggere e di piccolo calibro (SALW), l’Italia ha lanciato un appello per rafforzare l’integrazione tra politiche di disarmo, sviluppo e diritti umani. “In un contesto geopolitico sempre più teso – ha affermato iol vice Rappresentante Permanente italiano all’Onu, Gianluca Greco – la proliferazione di armi leggere alimenta conflitti, terrorismo, criminalità organizzata e violazioni dei diritti umani. Per affrontare efficacemente questa sfida è necessario un approccio integrato che unisca disarmo e sviluppo, soprattutto nelle regioni post-conflitto dove la presenza di armi ostacola la ricostruzione e la ripresa socio-economica”.
L’intervento ha sottolineato il nesso diretto tra il controllo delle armi e l’attuazione dell’Agenda 2030, in particolare dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile n.16 su pace, giustizia e istituzioni solide. “Le politiche di disarmo devono essere parte integrante delle strategie di prevenzione della violenza e di riconciliazione, adattate alle specificità locali”, ha aggiunto Greco, invocando una maggiore sinergia tra le agenzie ONU, in particolare UNDP e UNODA.
L’Italia ha ribadito l’importanza degli strumenti internazionali come il Programma d’Azione ONU per la prevenzione del traffico illecito di armi leggere, la Convenzione di Palermo contro la criminalità transnazionale e il Protocollo OSCE, evidenziando il loro legame con la riduzione della povertà e la promozione dell’occupazione giovanile.
Un punto chiave dell’intervento è stato il richiamo alla dimensione di genere del disarmo: “La proliferazione delle armi aggrava le disuguaglianze e la violenza di genere, inclusa quella domestica. Il controllo del traffico illecito è cruciale per realizzare l’SDG 5 sull’uguaglianza di genere”, ha sottolineato Greco, ricordando che la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza riconosce il ruolo essenziale delle donne nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della pace.
L’Italia, ha ricordato, promuove una sicurezza sensibile al genere attraverso il proprio Quarto Piano d’Azione Nazionale su Donne, Pace e Sicurezza, e si appresta a lanciare il quinto. Centrale rimane la collaborazione con il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU) e con la società civile per sviluppare politiche che integrino disarmo e parità di genere.
Greco ha infine evidenziato il sostegno italiano al Trattato sul Commercio delle Armi e all’International Tracing Instrument (ITI), che rafforzano trasparenza e cooperazione nel controllo degli armamenti. “È necessario aggiornare le legislazioni alle nuove tecnologie e sostenere misure complementari come la Convenzione di Palermo – ha concluso – per prevenire il traffico illecito e rafforzare la cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata.” (@OnuItalia)
