GINEVRA, 2 APRILE – La situazione dei diritti umani in Congo è stata al centro dell’intervento del Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Ambasciatore Vincenzo Grassi.
Grassi è intervenuto nell’ambito del dialogo interattivo con il Vice Alto Commissario per i Diritti Umani, Nada Al-Nashif, sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo, nel quadro della 58ma sessione del Consiglio Diritti Umani.
”L’Italia è profondamente preoccupata per la continua escalation del conflitto nelle province orientali della Repubblica Democratica del Congo, come anche per il deterioramento della situazione della sicurezza e dei diritti umani a seguito dei nuovi assalti da parte del gruppo M23, sostenuto dalle Forze di Difesa del Ruanda. La popolazione civile, in particolare le donne e i bambini, necessitano di protezione alla luce dell’aggravarsi della crisi umanitaria e del crescente numero di sfollati interni”, ha detto Grassi.

”L’Italia inoltre condanna fermamente l’offensiva dell’M23 e l’istituzione di un’amministrazione parallela nei territori occupati, nonché la presenza delle Forze di Difesa del Ruanda nel Paese, che rappresenta una violazione dell’integrità territoriale della Repubblica Democratica del Congo” ha proseguito.
Il Rappresentante Permanente ha espresso preoccupazione per tutte le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, comprese le violenze sessuali e di genere, le esecuzioni sommarie e il reclutamento di bambini, e ribadito l’appello a garantire l’accertamento delle responsabilità per tutti i colpevoli.
”Questa escalation di violenza pregiudica in modo significativo gli sforzi di pace guidati da varie nazioni africane. Riaffermiamo il nostro sostegno ai processi di pace di Luanda e Nairobi ed esortiamo tutte le parti ad impegnarsi per una risoluzione negoziata del conflitto. Infine, condanniamo la decisione della Repubblica Democratica del Congo di revocare la moratoria sulla pena di morte e il conseguente aumento vertiginoso delle condanne capitali, che solleva gravi preoccupazioni in materia di diritti umani, in particolare nell’attuale contesto di instabilità” ha concluso Grassi.