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venerdì, Maggio 24, 2024

Afghanistan: INTERSOS, crisi umanitaria senza precedenti ed emergenza freddo, occorre fare di più

ROMA, 21 DICEMBRE – L’organizzazione umanitaria INTERSOS pubblica una fotografia (qui sopra ndr) che rappresenta la crisi che milioni di bambini e bambine stanno vivendo in Afghanistan, un paese colpito da una crisi umanitaria senza precedenti dopo decenni di conflitti, disastri naturali e una prolungata crisi economica.
”ll bambino e la bambina che si vedono nell’immagine, si tengono per mano quasi a voler affrontare coraggiosamente il freddo che colpisce i loro piccoli corpi. Sono vestiti con quel poco che hanno, abiti leggeri e ciabattine che lasciano i piedi nudi”, indica INTERSOS, rilevando che nella foto i bambini sono protetti idealmente da un ombrello, sciarpe, cappotti e adeguate calzature. Ma è solo un disegno sovrapposto alla fotografia, ad indicare i bisogni urgentissimi di quelle popolazioni.
In Afghanistan 29 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, ai quali si aggiungono mezzo milione di afgani che sono stati rimpatriati dal Pakistan, dove erano sfollati.

Una emergenza nella emergenza
Nel sollecitare aiuti, INTERSOS ricorda che in Afghanistan le temperature scendono anche venti gradi sottozero, e per i più fragili è sempre più difficile sopravvivere al freddo.
L’inverno è oramai arrivato e il nostro intervento deve essere immediato e rapido. Con i nostri operatori sanitari continuiamo a curare bambini e bambine malnutriti, a garantire le cure primarie e l’accesso alla salute, dice lorganizzazione umanitaria.
INTERSOS ricroda che ”per far fronte all’inverno stiamo distribuendo beni essenziali a migliaia di famiglie. Si tratta di cibo, pentole, bombole a gas, coperte e asciugamani, teloni di plastica, taniche di benzina, legna e abiti pesanti per adulti e bambini. Ma, conlude l’organizzazione, non basta.
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Maria Novella Topi
Maria Novella Topihttps://onuitalia.com
Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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