ROMA, 7 DICEMBRE – La terza edizione del Rapporto ASviS ‘I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2022′, appena pubblicato, evidenzia che le differenze regionali sono in aumento e che l’Italia procede sempre più speditamente a due velocità e avanza alcune proposte. 
”Il Rapporto è uno strumento di analisi a disposizione delle istituzioni centrali e territoriali. Per questo chiediamo la massima attenzione dell’esecutivo e del nuovo Parlamento per realizzare politiche coordinate per il governo dei territori, in considerazione delle relative diversità e fragilità” hanno detto Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini, presidenti dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Attraverso l’utilizzo di indici compositi e obiettivi quantitativi, lo studio analizza l’andamento di regioni, province e Città metropolitane rispetto ai 17 Goal dell’Agenda Onu 2030, elaborando valutazioni e proposte per la salvaguardia e lo sviluppo dei territori. Il Rapporto è stato presentato martedì al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) alla presenza di da esperti e rappresentanti delle istituzioni, tra cui Dario Nardella, sindaco di Firenze, Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, e Tiziano Treu, presidente del Cnel.
Per la prima volta il Rapporto analizza anche le differenze di comportamento tra le regioni e le province autonome tra il 2010 e il 2021 (in coerenza con la proposta dell’ASviS di un ‘Sistema multilivello di Strategie e di Agende per lo sviluppo sostenibile’); inoltre, per ogni Obiettivo dell’Agenda Onu 2030 per cui sono disponibili i dati (14 Goal su 17), lo studio mette in relazione il comportamento dei cinque territori con la performance migliore e i cinque con la performance peggiore. Per alcuni Goal il Rapporto offre anche una prima valutazione dell’impatto della crisi pandemica sui diversi territori. La rappresentazione che emerge dallo studio è quella di un Paese a diverse velocità, in cui le differenze territoriali aumentano anziché diminuire.![]()
All’interno del Rapporto, l’ASviS ha anche elaborato un decalogo di proposte per realizzare un ‘Agenda territoriale per lo sviluppo sostenibile’, uno strumento a disposizione delle istituzioni per il monitoraggio e l’adozione di norme. Tra queste, oltre alla già menzionata proposta sul governo del territorio, le più urgenti sono:
l’approvazione in via definitiva della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile;
l’estensione a tutti i ministeri dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile del Mims (oggi Mit) approvata il 20 ottobre scorso;
l’attuazione delle raccomandazioni sul dissesto idrogeologico della deliberazione della Corte dei Conti n. 17/2021/G del 18 ottobre 2021 in materia di finanziamenti, di accelerazione dei tempi degli interventi e di governance.
Accanto alle proposte, il Rapporto ha prodotto una base conoscitiva e analitica originale e ad ampio spettro, illustrando numerose buone pratiche sviluppate a livello regionale e locale, analizzando i principali rischi causati dall’azione antropica sul territorio e offrendo un quadro completo e aggiornato del progresso delle varie regioni, province, Città metropolitane verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, attraverso indicatori statistici elementari e compositi.
