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sabato, Luglio 13, 2024

COP15: Conferenza Onu contro desertificazione, Italia presenta progetti

ABIDJAN, 16 MAGGIO – È in corso ad Abidjan, in Costa d’Avorio, la COP15, 15ma Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (UNCCD) dal titolo ‘Land. Life. Legacy: from scarcity to prosperity’. Alla riunione, aperta lo scorso 9 maggio e in programma fino al 20 maggio, partecipano le delegazioni di oltre 190 Paesi e Organizzazioni Internazionali, insieme a scienziati, rappresentanti del settore privato, dell’industria, della stampa.  L’Italia è presente con una delegazione costituita da MAECI, MiTE, ISPRA e AICS e guidata dal National Focal Point, Roberto Natali.

Le azioni per il ripristino delle aree degradate, l‘economia circolare, le questioni di genere, le migrazioni, e l’emancipazione dei giovani sono tra i punti principali dell’agenda della Conferenza che adotterà decisioni per sollecitare i governi ad adeguate politiche del territorio nel rispetto della sostenibilità. L’impegno dell’Italia nel contrasto alla desertificazione ed al degrado è stato sottolineato dal Capo delegazione italiana in relazione al coinvolgimento dei giovani nel dialogo interattivo dedicato alla ‘Rigenerazione della terra: il ruolo dei giovani nel dare forma all’agenda per una terra sostenibile’.

L’Italia poi ha presentato il progetto ‘Creating lands of opportunity: Transforming Livelihoods through Landscape Restoration in the Sahel’, finanziato dal MiTE e attuato attraverso l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura IUCN. Il progetto sta dando un contributo significativo alla lotta alla desertificazione e al recupero delle terre degradate in Burkina Faso, Ghana e Niger, offrendo, allo stesso tempo, la possibilità alle comunità locali di intraprendere attività lavorative nel settore agricolo con una particolare attenzione rivolta a giovani e donne.

L’iniziativa di Abidjan mira a mobilitare tra 600 milioni e 1 miliardo di dollari da donatori per ripristinare le terre degradate. Impegnato nelle questioni climatiche, il presidente ivoriano  Alassane Ouattara ha aveva detto nel 2017 alla piattaforma delle Nazioni Unite: ”Dobbiamo agire rapidamente per preservare i nostri ambienti di vita e il nostro pianeta”. Più recentemente, nel febbraio 2022, Ouattara ha espresso dure critiche:”Gli impegni devono essere mantenuti. Non siamo noi a creare i problemi di inquinamento”.

Adottata a Parigi nel 1994, questa convenzione si occupa principalmente di conservazione, gestione sostenibile e ripristino del territorio. Si rivolge a zone aride, semi-aride e secche sub-umide, dette terre aride. Il riscaldamento globale e la conseguente desertificazione colpiscono la terra in tutti i continenti. L’Africa, le cui popolazioni sono ancora in gran parte rurali, è particolarmente esposta a questo fenomeno. Secondo Climate Selectra, oggi, 319 milioni di ettari in Africa sono minacciati di desertificazione a causa dell’avanzata del deserto.Poco prima dell’avvio della Conferenza, la Convenzione ONU per combattere la desertificazione aveva pubblicato il rapporto Global Land Outlook, in cui aveva evidenziato come la relazione tra l’uomo e la natura sia sempre più delicato. L’umanità ha già trasformato il 70 per cento delle terre emerse del pianeta, causando danni senza precedenti.

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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