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mercoledì, Maggio 22, 2024

Assemblea Generale adotta risoluzione su veto, Italia co-sponsor

NEW YORK, 26 APRILE – L’Assemblea Generale dell’Onu ha adottato per consenso, e cioe’ senza ricorrere a un voto, una risoluzione co-sponsorizzata anche dall’Italia che chiede la convocazione di una sessione speciale ogni volta che uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza fa uso del suo potere di veto.

“Assieme abbiamo fatto il mondo che un veto non sia piu’ l’ultima parola in materia di pace e sicurezza”, ha detto la Missione del Liechtenstein che aveva portato la proposta davanti ai 193 membri dell’Onu.

La risoluzione, la cui adozione e’ stata accolta dagli applausi dell’aula, prevede un meccanismo in base al quale, entro dieci giorni dall’uso del veto da parte di uno dei cosiddetti ‘P5’, venga convocata una riunione del’Assemblea in cui lo stato in questione possa rendere conto della sua azione spiegando alla membership quali sono state le sue ragioni.

Il Liechtenstein aveva inizialmente messo in calendario la proposta nel marzo 2020 ma l’iniziativa non era decollata quando i lavori dell’Onu erano stati sospesi a causa del Covid. L’apparente paralisi del Consiglio davanti all’invasione russa
dell’Ucraina ha contribuito nelle ultime settimane a costruire sostegno attorno alla proposta.

Dei ‘P5’, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia hanno co-sponsorizzato il testo. Tra i co-sponsor, una ottantina, c’erano oltre all’Ucraina, anche Germania e Giappone, gli ultimi due da anni pretendenti a un seggio permanente in Consiglio nei negoziati intergovernativi per la riforma, ma non gli altri due ‘G4’, India e Brasile.

Da quando il primo veto e’ stato usato nel 1946 dall’Unione Sovietica, la prerogaticva dei P5 e’ stata impiegata 143 volte da Mosca, 86 volte dagli Usa, 30 volte dalla Gran Bretagna e 18 volte da Cina e Francia. La Francia, che l’ha usato per l’ultima volta nel 1989, nel 2013 aveva proposto che i membri permanenti ne limitassero l’uso in caso di atrocita’ di massa, ma l’iniziativa, che aveva ricevuto un centinaio di sostegni, si era arenata al Palazzo di Vetro.

Gli Usa hanno usato per 14 volte dal 2000 il loro diritto di veto, 12 volte a tutela dello stato di Israele e l’ultima nell’agosto 2020 per bloccare una risoluzione sul processo e la riabilitazione di persone coinvolte in atti di terrorismo. L’Ambasciatrice Usa Linda Thomas-Greenfield ha adesso citato quello che ha definito “il vergognoso schema della Russia di abusare del privilegio del veto” per annunciare il sostegno alla proposta del Liechtenstein, chiamandola “un passo innovativo e importante verso la accountability, trasparenza e responsabilita’” dei cinque Paesi che detengono questo privilegio. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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