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lunedì, Maggio 27, 2024

Mutilazioni genitali: proposta UE; UNICEF e UNPFA, donne colpite da sovrapporsi crisi

ROMA, 4 FEBBRAIO – In occasione della Giornata Internazionale di Tolleranza Zero alle Mutilazioni Genitali Femminili  (MGF) che si celebra il 6 febbraio, la Commissione Europea ha annunciato che quest’anno presenterà ”una proposta legislativa mirante a prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica e una raccomandazione sulla prevenzione delle pratiche lesive.. poichè gli atti di violenza contro le donne, le ragazze e le bambine sono per noi intollerabili”.

Un messaggio su Twitter e’ stato diffuso dalla Rappresentanza Permanente italiana all’ONU riaffermando l’impegno dell’Italia a combattere per l’eliminazione di questa forma di violenza.

 

UNICEF e UNFPA (il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) hanno da parte loro ricordato che a causa degli effetti del COVID, 2 milioni di ragazze in più  saranno a rischio di mutilazioni genitali femminili nel prossimo decennio; che almeno 200 milioni di ragazze e donne in vita oggi hanno subito tali mutilazioni; che, anche prima del COVID-19, si stimava che tra il 2015 e il 2030, 68 milioni di ragazze fossero a rischio di mutilazioni genitali femminili.mutilazioni

In una dichiarazione congiunta Natalia Kanem, Direttore generale dell’UNFPA, e Catherine Russell, Neo-Direttore generale dell’UNICEF hanno rilevato che ”la sovrapposizione di diverse crisi sta esponendo a un maggiore rischio di mutilazioni genitali femminili milioni di ragazze. I paesi, già alle prese con l’aumento di povertà, disuguaglianze e conflitti, stanno vedendo la pandemia da COVID-19 minacciare ulteriormente i progressi per porre fine a questa pratica, creando una crisi nella crisi per le ragazze più vulnerabili e emarginate. La pandemia continua a chiudere le scuole e interrompere i programmi che aiutano a proteggere le ragazze da questa pratica pericolosa, ulteriori 2 milioni in più di casi di mutilazioni genitali femminili potrebbero verificarsi nel prossimo decennio”.

Secondo le due organizzazioni dell’Onu sta emergendo una tendenza allarmante: circa 1 donna su 4 che ha subito mutilazioni genitali femminili, ovvero 52 milioni in tutto il mondo, è stata sottoposta alla pratica per mano di personale sanitario. Questa proporzione è due volte più alta tra le adolescenti, il che indica una crescita nella medicalizzazione della pratica. Dei 31 paesi con dati disponibili sulle mutilazioni genitali femminili, 15 sono già alle prese con conflitti, povertà crescente e disuguaglianze. In alcuni paesi, le mutilazioni genitali femminili sono ancora quasi universali, con circa il 90% delle ragazze a Gibuti, Guinea, Mali e Somalia colpite. In circa la metà dei paesi tali pratiche sono eseguite in età sempre più giovane, riducendo di fatto le possibilità di intervenire. Per esempio, in Kenya l’età media in cui ci si sottopone alla pratica è scesa da 12 a 9 anni negli ultimi tre decenni.Secondo UNFPA e UNICEF ”la rapida crescita della popolazione in diversi paesi dovrebbe aumentare ulteriormente il numero di ragazze a rischio, aggiungendo urgenza allo sforzo globale per eliminare la pratica entro il 2030, come stabilito dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Per eliminare la pratica in 31 paesi ad alta priorità sono necessari circa 2,4 miliardi di dollari. Finora i progressi sono stati chiari e misurabili. Oggi, le ragazze hanno un terzo di probabilità in meno di essere sottoposte a Mutilazioni Genitali Femminili rispetto a 30 anni fa, e negli ultimi 20 anni, la percentuale di ragazze e donne nei paesi ad alta incidenza che si sono opposte alla pratica è raddoppiata. Questi traguardi ora affrontano una sfida senza precedenti. Le azioni globali devono mantenere questi passi avanti e costruire su anni di progressi per porre completamente fine a questa pratica dannosa”.

Il Programma congiunto UNFPA-UNICEF per l’Eliminazione delle Mutilazioni Genitali Femminili lavora per fermare questa pratica attraverso interventi in 17 paesi in cui le Mutilazioni Genitali Femminili sono prevalenti. Il programma crea opportunità per ragazze e donne per realizzare il loro diritto alla salute, all’istruzione, a percepire un reddito e all’uguaglianza per aiutare a porre fine agli squilibri di potere alla base della pratica.

Maria Novella Topi
Maria Novella Topihttps://onuitalia.com
Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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