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venerdì, Maggio 17, 2024

Acqua: Unicef, 1 bambino su 5 nel mondo non ne ha abbastanza per i bisogni quotidiani

ROMA, 18 MArZO – Un bambino su cinque nel mondo non ha abbastanza acqua per soddisfare le sue esigenze quotidiane: lo afferma un nuovo studio dell’UNICEF secondo cui a livello globale più di 1,42 miliardi di persone, tra cui 450 milioni di bambini, vivono in aree ad alta, o estremamente alta, vulnerabilità idrica.
I dati mostrano che i bambini in più di 80 paesi vivono in aree con una vulnerabilità idrica elevata o estremamente elevata. L’Africa orientale e meridionale possiede la percentuale più alta di bambini che vivono in zone di questo tipo, con più della metà dei bambini – il 58% – che ha difficoltà ad accedere a una quantità sufficiente di acqua ogni giorno. È seguita dall’Africa occidentale e centrale (31%), dall’Asia meridionale (25%) e dal Medio Oriente (23%). L’Asia meridionale ospita il maggior numero di bambini che vivono in aree ad alta o estremamente alta vulnerabilità idrica – più di 155 milioni di bambini.
La crescente scarsità d’acqua incide sulla salute dei bambini. Ogni giorno, più di 700 bambini sotto i 5 anni muoiono di diarrea a causa di acqua e servizi igienici non sicuri e scarsa igiene. Quando i bambini si ammalano di diarrea, non sono in grado di assorbire i nutrienti di cui hanno bisogno per crescere. Nel tempo, questo può portare a un ritardo della crescita e può avere un impatto irreversibile sullo sviluppo fisico e mentale dei bambini. Circa 144 milioni di bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo soffrono di ritardo della crescita.
L’analisi, parte dell’iniziativa Water Security for All identifica le aree in cui a rischi fisici di carenza idrica si aggiungono scarsi livelli di servizio idrico. Le comunità che vivono in queste aree dipendono dall’acqua di superficie, da fonti “non migliorate” o da acqua la cui raccolta può richiedere più di 30 minuti.
“La crisi mondiale dell’acqua non è semplicemente in arrivo, è qui, e il cambiamento climatico non farà che peggiorare la situazione”, ha dichiarato la direttrice generale dell’UNICEF Henrietta Fore. “I bambini sono le vittime principali. Quando i pozzi si prosciugano, sono i bambini a saltare la scuola per andare a prendere l’acqua. Quando la siccità diminuisce le scorte di cibo, i bambini soffrono di malnutrizione e ritardo della crescita. Quando le inondazioni colpiscono, i bambini si ammalano a causa di malattie legate all’acqua. E quando le risorse idriche diminuiscono, i bambini non possono lavarsi le mani per combattere le malattie”. In 37 paesi affrontano circostanze particolarmente terribili in termini di numeri assoluti, di percentuale di bambini colpiti, e in cui è necessario impegnare risorse globali, sostegno e azioni urgenti. Questa lista include Afghanistan, Burkina Faso, Etiopia, Haiti, Kenya, Niger, Nigeria, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Sudan, Tanzania e Yemen.

L’UNICEF sta lavorando per fornire:lavarsi le mani

1. Servizi di acqua potabile sicuri ed economici: accesso a servizi idrici sicuri ed economicamente accessibili che siano sostenibili, vicini a casa e gestiti in modo efficiente.
2. Servizi idrici e igienico-sanitari e comunità resilienti al clima: servizi idrici e igienico-sanitari che resistano agli shock climatici, che funzionino utilizzando fonti di energia a basso contenuto di carbonio e che rafforzino la resilienza e le capacità di adattamento delle comunità.
3. Azione tempestiva per prevenire la scarsità d’acqua: valutazione delle risorse, raccolta sostenibile dell’acqua, uso efficiente e misure preventive e di allarme tempestivo.
4. Cooperazione idrica per la pace e la stabilità: sostegno alle comunità e ai principali stakeholder in modo che una gestione equa dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari aumenti la coesione sociale, la stabilità politica e la pace; e nelle zone di conflitto per prevenire gli attacchi alle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie e al personale.

 

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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