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sabato, Luglio 20, 2024

Odio religioso: Onu proclama il 4 febbraio Giornata internazionale della fratellanza umana

NEW YORK, 30 DICEMBRE – L’Onu ha stabilito, con una risoluzione durate la 75/a sessione plenaria che dal prossimo anno ogni 4 febbraio verrà celebrata la Giornata Internazionale della fratellanza umana. Adottando la risoluzione, l’Assemblea invita gli Stati membri a osservare l’appuntamento secondo le modalità che ciascuno ritiene opportuno per ”promuovere il dialogo interreligioso e interculturale”.

L’incontro di Abu Dhabi

A presentare la risoluzione, a nome di diversi Paesi, è stato il rappresentante degli Emirati Arabi Uniti secondo il quale la decisione vuole essere ”una risposta al crescente odio religioso in mezzo alla pandemia Covid-19”. La data del 4 febbraio non è casuale: nel 2019, ad Abu Dhabi, Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib, firmarono quel giorno lo storico ”Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” che ha posto una pietra miliare, non solo nei rapporti tra cristianesimo e islam, ma anche tra le diverse tradizioni religiose nel mondo in nome della pace.

Nel testo della risoluzione adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si esprime ”profonda preoccupazione per gli atti di odio religioso che minano lo spirito di tolleranza e il rispetto per la diversità, soprattutto in un momento in cui il mondo affronta la crisi senza precedenti causata dalla malattia del Coronavirus”. Si tratta di una crisi che richiede piuttosto ”una risposta globale basata sull’unità, la solidarietà e una rinnovata cooperazione multilaterale”. Nel testo poi si fa riferimento a tutte le iniziative internazionali, regionali, nazionali e locali e agli sforzi compiuti dai leader religiosi, per promuovere il dialogo interreligioso e interculturale, citando in particolare proprio l’incontro di Abu Dhabi.

Arturo Zampaglione
Arturo Zampaglionehttps://onuitalia.com
Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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