UNGA81: Sinner e Federer in campo per finanziare l’istruzione globale

NEW YORK, 23 SETTEMBRE 2026 – Dal tennis mondiale al Palazzo di Vetro, Jannik Sinner presta la sua voce alla campagna internazionale per garantire un’istruzione di qualità a centinaia di milioni di bambini. Il campione italiano, numero uno del mondo di tennis, ha unito la sua voce a quella dei Paesi della Global Partnership for Education durante la riunione all’ONU dell’iniziativa rilanciata oggi da Italia e Nigeria.

Unendosi “sia pure solo in modo virtuale” all’evento “Multiply Possibility”, Sinner ha ricordato di essere cresciuto in una piccola citta’ del Nord Italia, sostenuto da una famiglia e della scuola con ottimi insegnanti. “Ma tanti bambini nel mondo non hanno queste possibilità, e non perchè gli manchino i talenti”, ha aggiunto. “Voglio ringraziare l’Italia e la Nigeria per avere organizzato questo evento. Due Paesi in due continenti, uniti dalla convinzione condivisa che ogni bambino meriti la possibilità di crescere, imparare e costruire un futuro radioso. Quando le nazioni si uniscono con tale impegno, lanciano un messaggio potente al mondo. È così che avviene il vero cambiamento”, ha detto il campione. A Sinner, la cui fondazione si e’ impegnata con l’UNICEF a sostenere il diritto all’istruzione di quasi 100 mila bambini che vivono in aree colpite da conflitti e gravi crisi umanitari,  ha fatto eco, nel corso del dibattito, Maya Ziswiler, la Ceo della Fondazione che risponde a Roger Federer: “Mai come oggi e’ necessario un ruolo per la filantropia privata”, ha detto la rappresentante del campione svizzero.

“La sinergia tra pubblico e privato su cui insistiamo anche in Italia qui ha avuto una straordinaria testimonianza con le fondazioni di Jannik Sinner e Roger Federer, insieme sul campo per i giovani di tutto il mondo soprattutto nei paesi piu’ fragili”, ha detto all’ANSA, a conclusione della riunione, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Sinner ha partecipato nella veste di fondatore della Jannik Sinner Foundation ed e’ stato una delle “Voices for Education” dell’appuntamento nell’ECOSOC Chamber. Nello stesso segmento e’ intervenuta Malala Yousafzai, premio Nobel per la Pace e cofondatrice del Malala Fund, insieme a rappresentanti di Micronesia, Somalia, Sierra Leone e Commissione Europea.

Dietro i nomi noti c’è una delle emergenze più grandi dell’agenda dello sviluppo: secondo i dati indicati dagli organizzatori, 270 milioni di bambini e ragazzi nel mondo non frequentano la scuola e nei Paesi a reddito più basso il 70% dei bambini non riesce a leggere e comprendere un testo semplice all’età di dieci anni. Soltanto in Africa – ha detto Valditara – saranno necessari 17 milioni di insegnanti.

L’evento ha segnato il culmine di “Multiply Possibility”, la campagna di finanziamento della Gpe guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente nigeriano Bola Ahmed Tinubu per mobilitare governi, istituzioni finanziarie internazionali, imprese e fondazioni. Secondo la partnership, un Gpe pienamente finanziato potrebbe contribuire a migliorare l’istruzione di 750 milioni di bambini e giovani in oltre 90 Paesi a basso e medio-basso reddito. “Niente può essere conquistato per il futuro dell’Africa, se non investiamo nelle sue persone”, ha detto Meloni in un video messaggio all’evento: “Ogni bambino ha il diritto di studiare. L’istruzione è il fondamento su cui si costruisce tutto il resto”. A nome del goveno il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato il raddoppio dei finanziamenti da 25 a 50 milioni di euro per il periodo 2026-2030: “Ci concentreremo principalmente sull’Africa e sull’istruzione delle ragazze”, ha detto aggiungendo che “l’istruzione è una
priorità assoluta per la politica estera italiana. In Africa, nella più ampia regione mediterranea e nel mondo”.

L’obiettivo politico della giornata è stato trasformare gli impegni internazionali sull’educazione in risorse concrete, combinando aiuti esterni e maggiori investimenti nazionali. Una sfida che Italia e Nigeria hanno scelto di portare al centro della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale dell’ONU. L’OPEC ha fatto la parte del leone con un impegno a garantire al Gpe 800 milioni di dollari.

Ha chiuso l’evento la Ceo della Cpe, Laura Frigenti. In un momento così difficile per
l’aiuto allo sviluppo “in cui le molteplici crisi spostano l’attenzione dei leader del mondo a temi più legati alla difesa e agli impatti economici delle guerre”, l’ex direttrice dell’Agenzia per la Cooperazione Italiana ha espresso soddisfazione per “il bilancio molto positivo” dell’evento che ha portato a un importante rifinanziamento delle risorse dell’organizzazione. La Gpe – ha ricordato – è nata 23 anni fa, quando il G8 ritenne che ci dovessero essere fondi esclusivamente dedicati all’istruzione.
“È partita piccola, lavorava su una ventina di Paesi a reddito più basso e poi negli anni è cresciuta. Ora siamo attivi in 96 Paesi, praticamente in tutti i continenti, e questo necessita grandi risorse”. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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