ROMA, 25 NOVEMBRE 2025 – Il completo dispiegamento dell’esercito libanese nel sud del Libano è essenziale per estendere l’autorità dello Stato: lo ha scritto su X il comandante della Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), generale di divisione Diodato Abagnara, in occasione dell’82mo anniversario dell’indipendenza del Paese.
”L’Unifil conferma il suo impegno a sostenere l’esercito libanese, nostro stretto partner nel rafforzamento della stabilità nel sud”. ha aggiunto Abagnara.
La missione Onu, impegnata dal 1978, conta 10 mila militari provenienti da circa 50 Paesi. A seguito dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024 tra Israele e il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, l’Unifil rimane schierata nel sud del Libano insieme all’esercito libanese. L’accordo prevede il ritiro sia di Hezbollah che di Israele dall’area meridionale del Paese. Mentre proseguono gli sforzi per smantellare le infrastrutture del gruppo filo-iraniano, Israele mantiene le sue truppe in cinque località ritenute strategiche, continuando a sferrare attacchi aerei contro quelli che definisce obiettivi di Hezbollah che violano la tregua.
Alla vigilia dell’anniversario dell’indipendenza raggiunta formalmente nel 1943 dopo oltre un ventennio di mandato francese, il presidente del Libano Joseph Aoun ha presentato un piano volto a ripristinare l’autorità dello Stato nell’area meridionale. In un discorso pronunciato durante una visita simbolica nel sud del Libano, Aoun ha affermato l’immediata disponibilità dello Stato a fornire al meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco un calendario preciso per la riconquista delle zone ancora occupate nell’area meridionale. Il capo dello Stato ha sottolineato l’impegno dell’esercito a riprendere queste posizioni ”non appena cesseranno le violazioni e l’esercito israeliano si ritirerà da tutte le zone contese”. La richiesta ufficiale è che il meccanismo di controllo ”garantisca che solo le forze armate del Libano controllino l’area a sud del fiume Litani”, ha spiegato Aoun.
In questo quadro, il presidente libanese ha evidenziato la volontà dello Stato di avviare negoziati sotto l’egida delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti o della comunità internazionale per raggiungere un accordo orientato alla ”cessazione definitiva dell’aggressione transfrontaliera”. Inoltre, per ripristinare il monopolio statale sulle armi in tutto il territorio, il capo dello Stato ha evidenziato l’importanza di istituire un meccanismo internazionale ”di supporto all’esercito” sotto la supervisione di ‘Paesi fratelli e amici’.

Secondo Aoun, il Libano è ”pronto e pienamente impegnato” in questo approccio, presentato come una ”opportunità collettiva” per consolidare la pace e rafforzare l’autorità sull’intero territorio. Il presidente libanese ha sottolineato che il Paese si trova ora in una fase decisiva, ribadendo il suo desiderio di ”costruire uno Stato e non un mini-Stato”, e soprattutto ”di ripristinare la cultura dello Stato, senza riprodurre le distorsioni e il clientelismo del passato”. Aoun ha comunque messo in guardia da coloro che puntano a un’esclusione settaria, in riferimento a una potenziale emarginazione del sostenitori sciiti di Hezbollah. ”Sono libanesi. Sono nostri compatrioti e figli di questa terra. Continueremo a vivere insieme”, ha concluso il presidente.
