NEW YORK, 14 NOVEMBRE 2025 – Le Nazioni Unite hanno celebrato oggi a New York la Giornata internazionale per la prevenzione e la lotta contro tutte le forme di criminalità organizzata transnazionale, un’occasione che quest’anno coincide con il 25° anniversario della Convenzione di Palermo, il principale strumento globale per contrastare le reti criminali che attraversano confini, settori e istituzioni. L’evento ad alto livello, co-organizzato da Italia, Austria, Paesi Bassi, Colombia, Ungheria, Marocco, Perù e Giappone, ha riunito diplomatici, esperti e rappresentanti del sistema ONU per riaffermare l’importanza di un approccio coordinato e multilaterale in un momento in cui le organizzazioni criminali diventano sempre più sofisticate.
La Convenzione di Palermo, ispirata all’azione dei giudici anti-mafia Giovanni Falconbe e Paolo Borsellino, e’ stata adottata il 15 novembre 2000 dall’Assemblea Generale. Integrata da tre protocolli che affrontano la tratta di esseri umani, il traffico di migranti e il traffico di armi da fuoco, la Convenzione ha istituito il primo quadro globale e giuridicamente vincolante per promuovere la cooperazione internazionale e rafforzare le capacità nazionali di prevenire e combattere la criminalità organizzata transnazionale, sia nelle sue manifestazioni tradizionali che nelle sue forme nuove, in evoluzione ed emergenti.
Nel marzo 2024, l’Assemblea Generale ha adottato la risoluzione A/RES/78/267, proclamando il 15 novembre Giornata internazionale per la prevenzione e la lotta contro tutte le forme di criminalità organizzata transnazionale. La ricorrenza ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla grave minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata transnazionale, promuovere una più forte cooperazione tra gli Stati e rafforzare l’impegno collettivo per la piena ed efficace attuazione dell’UNTOC.
Nell’evento di oggi il Vice Rappresentante Permanente Gianluca Greco ha sottolineato come la lotta alla criminalità transnazionale non sia soltanto una questione di sicurezza, ma anche di sviluppo, equità e diritti umani. “Contrastare le reti criminali significa proteggere la crescita economica, la giustizia sociale e le opportunità delle comunità più vulnerabili,” ha affermato la delegazione italiana, richiamando l’importanza di rafforzare la cooperazione internazionale lungo tutta la filiera della prevenzione: dalla protezione delle vittime alla confisca dei beni, fino allo smantellamento delle reti finanziarie illegali”. Per Chiara Colosimo, Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, la lotta a tutte le forme di criminalità organizzata rappresenta “uno sforzo dell’intera società contro un nemico sempre più abile nello sfruttare le nuove tecnologie come veicolo di propaganda della cultura mafiosa”. Un richiamo forte alla necessità di coinvolgere giovani, comunità locali, imprese e istituzioni educative, affinché la prevenzione culturale e la resilienza sociale diventino parte integrante delle strategie globali.
Nel suo intervento, la rappresentante dell’UNODC a New York, Xiaohong Li, ha ricordato come la Convenzione di Palermo abbia trasformato il panorama globale della giustizia penale, offrendo ai Paesi un quadro normativo condiviso per criminalizzare reati, armonizzare procedure e proteggere chi subisce violenze, sfruttamento e tratta. “Abbiamo fatto molta strada in questi venticinque anni,” ha dichiarato Li, “ma resta ancora molto da fare di fronte a reti criminali che continuano a evolvere, sfruttando nuove tecnologie e nuove vulnerabilità dei nostri sistemi.”
Durante l’evento è stato messo in evidenza come le forme moderne di criminalità organizzata – dalla tratta di esseri umani al traffico di droga, dal riciclaggio di denaro ai crimini ambientali – rappresentino una minaccia trasversale che richiede strumenti agili, cooperazione giudiziaria e un solido scambio di informazioni. I Paesi co-organizzatori hanno richiamato l’urgenza di rafforzare la capacità degli Stati, in particolare dei Paesi in via di sviluppo, per rendere la Convenzione pienamente operativa e aggiornata rispetto alle nuove sfide globali.
La Giornata internazionale contro il crimine organizzato transnazionale offre così un momento di riflessione ma anche di mobilitazione. “Non possiamo permettere che le reti criminali approfittino delle nostre vulnerabilità,” ha aggiunto l’Italia, ricordando che prevenzione, inclusione sociale e istituzioni solide sono strumenti tanto importanti quanto le misure repressive. L’appello comune lanciato da New York è chiaro: solo un multilateralismo efficace può arginare un fenomeno per definizione transnazionale. (@OnuItalia)
