NEW YORK, 9 MARZO 2026 – Diritti, Giustizia, Azione: con un forte richiamo alla necessità di rafforzare l’accesso alla giustizia e ai diritti per donne e ragazze in tutto il mondo si e’ aperta oggi la 70esima sessione della Commissione sullo Status delle Donne (CSW), il più grande forum annuale delle Nazioni Unite dedicato alla parità di genere e ai diritti delle donne. A livello globale le donne detengono solo il 64% dei diritti legali degli uomini, ha messo in guardia il Segretario Generale Antonio Guterres, invitando i governi a eliminare le leggi discriminatorie e a difendere i progressi conquistati negli ultimi decenni.
Un voto diviso su donne e giustizia
La giornata inaugurale era stata preceduta dalle celebrazioni della International Women’s Day, che hanno riunito al Palazzo di Vetro leader politici, attivisti, organizzazioni della società civile e giovani da tutto il mondo. E’ stata contrassegnata oggi da un voto insolitamente divisivo sulle “Conclusioni concordate” sull’accesso delle donne alla giustizia. Il provvedimento è stato approvato con 37 voti a favore e 1 contrario, con gli Stati Uniti che hanno votato contro dopo aver proposto emendamenti contrari al linguaggio su identità di genere, salute riproduttiva e regolamentazione dell’intelligenza artificiale. La rara rottura del consenso ha evidenziato mette in evidenza l’ampliarsi delle divisioni politiche globali sui diritti di genere.
Alla sessione inaugurale ha preso parte anche la delegazione italiana accompagnata dall’Ambasciatore Giorgio Marrapodi e composta dalle parlamentari Annarita Patriarca, Valentina Ghio, Catia Polidori e da esponenti del Dipartimento per le politiche della famiglia.
La giornata ha visto la partecipazione di figure di primo piano della cultura e dell’attivismo, tra cui l’attrice Anne Hathaway, e un’esibizione musicale di Michelle Williams. Tra i momenti più intensi, l’intervento della premio Nobel per la pace Malala Yousafzai, che ha denunciato come le donne e le ragazze in Afghanistan vengano progressivamente cancellate dalla vita pubblica sotto il regime talebano. La studentessa afgana Sunbul Reha ha rivolto un appello alla comunità internazionale per difendere il diritto all’istruzione, ricordando che milioni di ragazze attendono ancora risposte concrete. (@OnuItalia)
