NEW YORK, 19 FEBBRAIO 2026 – La Missione Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite ha ospitato a New York un incontro tra donatori dedicato alla Libia, alla presenza della Rappresentante Speciale del Segretario Generale per la Libia, Hanna Tetteh, e del Senior Advisor statunitense per l’Africa, Massad Boulos. L’appuntamento ha confermato l’attenzione costante del governo italiano sul dossier libico e l’impegno a sostenere il processo politico guidato dall’ONU.
Nel corso della riunione, l’ambasciatore Giorgio Marrapodi ha ribadito che la stabilità e la prosperità della Libia rappresentano una priorità strategica per l’Italia. Una priorità che va oltre la dimensione bilaterale: la sicurezza del Mediterraneo, la stabilità dell’Europa e gli equilibri dell’intera comunità internazionale sono strettamente legati all’evoluzione del quadro politico e istituzionale libico.
L’incontro ha offerto l’occasione per fare il punto sugli sforzi in corso sotto l’egida delle Nazioni Unite e per rafforzare il coordinamento tra i principali attori internazionali. Al centro del confronto, il sostegno alla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e al complesso processo facilitato dall’ONU volto a favorire il dialogo politico, la riconciliazione nazionale e il consolidamento delle istituzioni.
L’Italia ha riaffermato il proprio pieno appoggio al percorso guidato dalle Nazioni Unite, sottolineando l’importanza di un approccio inclusivo e condiviso, capace di coinvolgere tutte le componenti della società libica. In questo contesto, il ruolo della comunità internazionale resta fondamentale per accompagnare il Paese verso elezioni credibili, istituzioni unificate e una governance stabile.
La presenza congiunta della leadership ONU e di rappresentanti statunitensi testimonia la volontà di mantenere alta l’attenzione su un dossier che continua a rappresentare una delle principali sfide regionali. Per l’Italia, investire nella stabilità della Libia significa contribuire in modo concreto alla sicurezza collettiva, alla gestione dei flussi migratori, alla cooperazione energetica e alla lotta contro il terrorismo in linea con la tradizione diplomatica di apertura al mondo mediterraneo.
Ieri parlando in Consiglio di Sicurezza, la Rappresentante Speciale del Segretario Generale aveva messo in guardia che, nonostante l’impegno attivo delle Nazioni Unite, la Camera dei Rappresentanti libica (il parlamento nazionale) e l’Alto Consiglio di Stato (il principale organo politico consultivo del Paese) non sono riusciti a compiere progressi sui primi passi della roadmap politica concordata, tra cui l’istituzione di un meccanismo per selezionare il consiglio direttivo dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale (HNEC) e l’avanzamento della legislazione elettorale.
“La loro incapacità di utilizzare il meccanismo concordato e le successive azioni unilaterali hanno ulteriormente eroso la loro credibilità”, ha affermato la Tetteh, osservando che la percezione pubblica in Libia riflette una crescente convinzione che questi organismi siano “incapaci o non disposti” a produrre risultati concreti.
La signora Tetteh ha dichiarato di aver avviato consultazioni con attori chiave su un approccio alternativo in due fasi volto a ripristinare lo slancio del processo. Qualora un gruppo più ristretto di rappresentanti libici non riuscisse a concordare le tappe previste dalla roadmap, ha avvertito, sarà necessario convocare un’assemblea più ampia: “Non possiamo aspettare indefinitamente”, ha sottolineato. (@OnuItalia)
