ROMA, 6 FEBBRAIO 2026 – Ci sono nuove entrate italiane per il 2025 nel Global Compact Network Italia (Ungcn), l’iniziativa speciale del segretario generale delle Nazioni Unite che ha il mandato di guidare e sostenere la comunità imprenditoriale globale nel promuovere gli obiettivi e i valori dell’Onu attraverso pratiche aziendali responsabili.
Se nel mondo le aziende coinvolte sono oltre 22.000, in Italia la Fondazione – che promuove la diffusione di buone pratiche di sostenibilità – conta 791 realtà partecipanti, con un più 150 proprio nel 2025. Come soci fondatori ci sono ad esempio Pirelli, Edison, Lavazza, Marcegaglia, Tim, Unicredit.
Tra le new entry ci sono anche il brand di abbigliamento di lusso per uomo Zegna, la holding Finarvedi, la Ferrarelle, la multinazionale della salute Angelini. E ancora FiberCop – la società attiva nella gestione e nello sviluppo della rete di accesso fissa per le telecomunicazioni – e il gruppo Sacmi, attivo nella progettazione e fornitura di soluzioni per l’impiantistica industriale nei settori della ceramica, packaging, tecnologie e materiali avanzati.
I pilastri su cui si basa l’accesso al Global Compact sono l’adesione ai Dieci Principi di UN Global Compact che riguardano la sfera dei diritti umani, standard lavorativi, tutela dell’ambiente e lotta alla corruzione.
Nel report 2025 si evidenzia come le grandi imprese rappresentino il 33% delle nuove adesioni mentre le Pmi costituiscono il 67%, confermando ”il ruolo di Ungcn come piattaforma inclusiva e intersettoriale”.
Tra i comparti più rappresentati figurano costruzioni (17%), industria (11%), software e servizi informatici (8%), chimica (6%) ed energie alternative (3%). Sotto il profilo dimensionale, prevalgono le organizzazioni con ricavi annui inferiori ai 25 milioni di dollari (42%) e quelle con fatturato compreso tra i 50 e i 250 milioni (29%).
