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Diritti Umani: allarme a Ginevra; Tajani, per noi pilastro irrinunciabile

ROMA, 10 DICEMBRE 2025 – Mentre a Ginevra, in occasione della Giornata internazionale, l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk ha dichiarato i diritti umani “sotto finanziati e sotto attacco”, il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha ribadito che la promozione e la tutela dei diritti fondamentali restano “un pilastro irrinunciabile dell’azione internazionale dell’Italia”.

La Giornata internazionale ricorda l’adozione della Dichiarazione Universale del 1948. Quest’anno, sottolinea la Farnesina in un comunicato, la ricorrenza assume un significato particolare grazie alla recente elezione dell’Italia a membro del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2026–2028: “Un risultato che rappresenta un riconoscimento concreto del ruolo svolto dal nostro Paese nella difesa della dignità di ogni persona e della capacità di dialogo e mediazione che caratterizza la diplomazia italiana”.

Il Ministro Tajani ha ricordato come il mandato nel Consiglio offrirà nuovo slancio alle tradizionali priorità italiane: l’abolizione universale della pena di morte, la promozione della parità di genere, la tutela dei diritti dei bambini e delle persone più vulnerabili, la difesa della libertà di espressione e di religione, la lotta contro ogni forma di discriminazione.

Su tutti questi fronti, la Farnesina “continuerà a lavorare con determinazione insieme ai partner internazionali, affinché la dignità umana e i diritti fondamentali possano essere pienamente garantiti, per tutti e ovunque nel mondo”.

A Ginevra Türk ha denunciato gli attacchi alle politiche di diversità, equità e inclusione “adottate per affrontare ingiustizie storiche e strutturali” e ora  “denigrate come
ingiuste” mentre i “movimenti contro i diritti umani e contro le disuguaglianze di genere sono sempre più coordinati e ben finanziati, e operano a livello transfrontaliero”. Parlando in una conferenza stampa di fine anno, l’Alto Commissario ha citato stime del Forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi secondo cui tra il 2019 e il 2023 sono stati mobilitati quasi 1,2 miliardi di dollari da gruppi anti-diritti in Europa”.
Finanziamenti ingenti, che hanno reso “l’agenda anti-diritti una potente forza transregionale”.

Türk ha pero’ notato l’ondata di attivismo per i diritti umani, e la mobilitazione, soprattutto dei giovani scesi in piazza. “Persone in tutto il mondo hanno protestato contro la guerra e l’ingiustizia, chiedendo azioni per il clima”, ha detto esortando i governi “a sfruttare l’energia di questi movimenti sociali” anziché “reprimerli o etichettarli come minacce estremiste alla sicurezza nazionale”. In questo difficile contesto, come per il resto della galassia Onusiana, le risorse dell’Ufficio dell’Alto commissario sono state ridotte, così
come i finanziamenti per le organizzazioni per i diritti umani. “Siamo in modalità sopravvivenza”, ha detto Turk. Quest’anno “abbiamo avuto circa 90 milioni di dollari in meno del necessario”, il che significa che circa 300 posti di lavoro sono andati persi e che si è dovuto tagliare lavori essenziali, “in un momento in cui le necessità sono in aumento”. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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