ROMA, 27 GIUGNO – Facendo eco alla dura condanna di Papa Leone XIV sulle situazioni di crisi in Ucraina e a Gaza, la delegazione vaticana ha ribadito davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la necessità di difendere i più piccoli dalla brutalità della guerra.
Preoccupazione e condanna è stata anche espressa per lattacco terroristico dei giorni scorsi alla chiesa greco-ortodossa di Mar Elias, in Siria. 
La recrudescenza dei conflitti armati e il crescente uso della forza nelle controversie pesano sempre più soprattutto sulla vita dei più fragili, come i bambini, ”le cui vite sono troppo spesso segnate dalla brutalità della guerra e la cui dignità e futuro sono violate e compromesse”: sono le parole di drammatica preoccupazione espresse dalla delegazione della Santa Sede, intervenuta al Consiglio di sicurezza Onu, in occasione di un dibattito dedicato a ‘Bambini e conflitti armati’.
L’inquietudine della Santa Sede riguarda ”le condizioni terribili sopportate dai bambini in aree densamente popolate colpite da conflitti armati, dove l’uso di armi esplosive causa danni indiscriminati e sproporzionati”. A creare allarme è soprattutto il fatto che ”luoghi che dovrebbero rimanere inviolabili rifugi sicuri, come scuole, ospedali e luoghi di culto, siano sempre più soggetti ad attacchi”, diventando ”luoghi di devastazione e paura”. Tutte le forme di violazione subite dai bambini, si ribadisce, costituiscono ”una palese violazione del loro diritto fondamentale alla vita”.
La Santa Sede, quindi, chiede che non sia mai ostacolato l’accesso all‘assistenza umanitaria, che si configurerebbe come una grave violazione del diritto internazionale umanitario. Sollecita a mettere fine ”all’uso, alla produzione e allo stoccaggio di armi indiscriminate” e rinnova l’appello a tutti gli Stati ad aderire alle convenzioni che riguardino la messa al bando delle armi e i diritti dei bambini.
Il Vaticano oncoraggia poi il Consiglio di Sicurezza ”a utilizzare efficacemente tutti i meccanismi disponibili per far avanzare l’attuazione dell‘agenda sui bambini e sui conflitti armati, compreso il lavoro del suo Gruppo di lavoro dedicato”.
La condanna per l’attentato in Siria
La delegazione vaticana, oltre a prendere in considerazione i danni fisici immediati, analizza anche le ”minacce a lungo termine”, dovute ai residuati bellici, comprese le mine terrestri, che causano “un profondo trauma psicologico ed emotivo”, esprime preoccupazione e condanna, per l’attacco terroristico, lo scorso 22 giugno, alla chiesa greco-ortodossa di Mar Elias a Damasco, in Siria. Al Consiglio di Sicurezza viene pertanto chiesto di ”affrontare la persecuzione dei cristiani e di agire contro la cristianofobia”.
